Osteoporosi: la prevenzione inizia da giovani
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Secondo i dati diffusi dalla Lega italiana Osteoporosi (LIOS) Onlus, in Italia le persone potenzialmente malate sono circa 2.800.000 donne e 500.000 uomini. Circa l’80% delle persone ad alto rischio osteoporosi non vengono identificate né trattate. “L'osteoporosi è una malattia cosiddetta silente” ci racconta la Dr.ssa Maria Luisa Bianchi, segretario generale LIOS, “non ha cioè sintomi evidenti. Senza un accertamento della densità ossea, molte persone non sanno di avere l’osteoporosi e scoprono di averla solo a seguito di una frattura, causata da un trauma anche molto modesto. Queste persone perdono purtroppo tutta la parte iniziale di trattamento terapeutico e dell’adozione di un corretto stile di vita (alimentazione e attività fisica) che potrebbero evitare la frattura”.
L’osteoporosi viene percepita come una malattia inevitabile per le donne dopo la menopausa. Ma è proprio così? Non è possibile una prevenzione?
“Esistono 2 tipi di prevenzione” prosegue la Dr.ssa Bianchi “La prevenzione cosiddetta primaria avviene durante l’adolescenza, quando cioè stiamo costruendo il nostro “patrimonio osseo”. In questa fase è molto importante che il ragazzo o ragazza svolga una regolare attività fisica, abbia un adeguato apporto di calcio con l’alimentazione e la giusta esposizione alla luce solare per attivare la vitamina D, essenziale per l’assorbimento del calcio e la mineralizzazione dell’osso. Se in quella fase della vita garantiamo il raggiungimento di un valore ottimale di densità ossea (picco di massa ossea), allora abbiamo costruito un osso robusto, che ci esporrà meno al rischio di sviluppare l’osteoporosi. Poi c’è una fase più tardiva di prevenzione, quella in grado di individuare precocemente la malattia prima della sua manifestazione più drastica (la frattura). Questa fase riguarda soprattutto le donne dopo la menopausa, ma anche gli uomini intorno ai 60 anni: attraverso una valutazione clinica si identificano prima di tutto i fattori di rischio e poi si valuta la presenza della malattia con un esame specifico, la densitometria ossea (MOC) che consente di misurare la densità ossea per capire se i valori sono normali oppure ridotti”.
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