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Un viaggio lungo nove mesi

Un viaggio lungo 9 mesi

Dal test positivo al parto: la gravidanza è un susseguirsi di emozioni, progetti, paure, controlli, scadenze da rispettare. Un percorso che dura 40 settimane ma che ci accompagna per la vita. (di Ilaria Sicchirollo)


Photo by Ilaria Corticelli
Tutto inizia con un test positivo. “E adesso?” ci si chiede. La gravidanza cambierà la nostra vita per sempre. È un percorso proiettato verso il futuro, è “il progetto” per eccellenza. Ogni trimestre, ogni mese e perfino ogni settimana ha caratteristiche importanti e esami da segnare in agenda. Vediamo con l’aiuto della dottoressa Cinzia Paolini, ginecologa, le tappe principali di questo straordinario percorso.

Primo trimestre

È quello più misterioso e delicato. Si scopre la gravidanza, la si accetta, ci si rende conto che la nostra vita sta per cambiare, ma non avendola ancora rivelata al resto del mondo, rimane un piccolo grande segreto. Anche perché la si riesce a nascondere bene.
“Scoprire di essere incinta – spiega Cinzia Paolini - è un momento unico nella vita di una donna caratterizzato da un misto di gioia indescrivibile e di paura. I sentimenti si alternano: si immagina già la propria vita da mamma e ci si sente capaci di tutto, ma al tempo stesso si teme che la gravidanza appena iniziata modifichi radicalmente la propria vita e che proceda senza problemi”.
Quali sono i principali cambiamenti fisici? “L’organismo può reagire in modo variabile: si può stare molto bene e quasi non accorgersi di essere in attesa, ma si può anche soffrire per le nausee soprattutto mattutine, il vomito, l’insofferenza agli odori forti normalmente tollerati (come saponi, caffè carne…). Ci si sente molto stanche e si prova un forte desiderio di dormire”.
Cosa fare appena scoperta la gravidanza? “Quando il test di gravidanza è positivo occorre fare una visita ginecologica con il controllo del peso e della pressione arteriosa. Il ginecologo ostetrico prescriverà l’esame delle urine e del sangue: gruppo sanguigno ed Rh, emocromo, test di Coombs, esami infettivologici (rubeo test, toxotest, test per HIV epatiti C e B, citomegalovirus e sifilide), funzionalità renale, epatica, glicemia, e tutti quegli esami che possono essere importanti in base alla storia personale di ciascuno. Nel primo trimestre va eseguita un’ecografia con eventuale valutazione della translucenza nucale fetale a 12 settimane”.
Il ginecologo consiglia: assumere acido folico e se si fuma smettere tassativamente di fumare.

Secondo trimestre

La gravidanza è avviata, ormai tutti o quasi ne sono a conoscenza, se ne può parlare tranquillamente anche al lavoro. ci si sente più sicure e si iniziano a fare progetti, si può già scoprire il sesso e via libera quindi alla scelta dei nomi.
“Da un punto di vista fisico il secondo trimestre è quello in cui ci si sente generalmente meglio - spiega Cinzia Paolini. “Il pancione comincia a farsi notare, ma non impaccia, l’umore è buono e si percepiscono con emozione i primi movimenti fetali”. Possono talvolta comparire disturbi gastrointestinali come stipsi, cattiva digestione soprattutto se l’alimentazione non è corretta. Il senso di fame aumenta.
E per la salute del bambino? “Passati i primi tre mesi e superata la paura di un aborto spontaneo di solito la preoccupazione è se il feto sarà sano. In questo trimestre infatti si esegue l’ecografia morfologica e per le donne a maggior rischio e che lo desiderano si può procedere all’amniocentesi. Vanno ripetuti gli esami delle urine e si esegue la curva glicemica per la diagnosi del diabete gestazionale.
Il ginecologo consiglia: attenzione all’aumento di peso eccessivo, curare l’alimentazione e ricordarsi che muoversi fa bene. Meglio camminare o scegliere sport come nuoto e ginnastica per gestanti, evitare bicicletta, scooter e gli sport d’azione.

Terzo trimestre

Ci siamo. La pancia cresce, ormai ci si sente chiedere “quanto manca?” con sempre maggiore frequenza. Chi è in salute può continuare tranquillamente a lavorare fino all’ottavo mese: avrà un mese in più retribuito per stare col bambino.
Quali sono le caratteristiche dell’ultimo trimestre di gestazione? “Nel terzo trimestre la gravidanza è ormai evidente e il pancione può rendere faticose le attività quotidiane. Spesso la schiena duole, compaiono le emorroidi, il riposo notturno non è ottimale, si urina molto spesso”.
E dal punto di vista psicologico? “Il parto si avvicina e con esso un po’ di paura. Si fantastica sul neonato e molti pensieri sono volti ad immaginare come cambierà la vita di coppia e il menage familiare dopo la sua nascita. È tempo di preparativi e occuparsi del “nido” aiuta la futura mamma. Ma è anche bene riposare in vista del travaglio e del parto, nonché delle prime notti faticose dopo la nascita del piccolo”.
Il ginecologo farà ripetere l’esame delle urine, l’emocromo, gli esami infettivologici. Va eseguito il tampone vagino-rettale per la ricerca dello streptococco, l’ecografia per la crescita del feto che valuterà anche la posizione e la presentazione del bambino per il parto, la visita con l’anestesista per la partoanalgesia.
Il ginecologo consiglia: informarsi su travaglio e parto, sull’allattamento al seno, sulla cura del neonato nei primi mesi.

Le tre regole d’oro


Prima

Pensare alla gravidanza prima del concepimento assumendo acido folico preconcezionale, normalizzando il proprio peso, smettendo di fumare.
Durante
Vivere la gravidanza non come una malattia ma come un momento in cui prestare particolare attenzione al proprio organismo che accoglie e forma una nuova vita.
Dopo
Pensare che il parto sia l’inizio di una avventura meravigliosa come genitori e che allattare al seno sia il modo più normale per nutrire il proprio bambino dopo la gravidanza.
 

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