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Un posto sicuro



Gli incidenti stradali sono la prima causa di mortalità per i bambini fino a 14 anni. Eppure ancora troppo poco viene fatto per garantire la sicurezza dei piccoli passeggeri.

A bordo del SUV  di ultima generazione l’atmosfera è gioiosa. La mamma ha caricato i figli dopo la scuola e tutti canticchiano le canzoncine della baby dance che il lettore mp3 diffonde nell’abitacolo. I bambini, dietro, saltano e ballano. La mamma è serena: tanto l’auto è spaziosa e, soprattutto, è sicura. È vero, i suv sono fra le auto più sicure per chi è all’interno. Struttura solida, posizione elevata per guidatore e passeggeri. Ma questa sicurezza è ancora valida se le cinture non sono allacciate? La risposta è no, ma ancora troppa gente sembra ignorare il problema. Bambini lasciati sui sedili posteriori (o nell’ipotesi in assoluto peggiore, anteriori) senza alcun sistema di ritenuta sono uno spettacolo ormai abituale nelle città, probabilmente per la convinzione, completamente errata, che la velocità non sostenuta della marcia cittadina e la brevità del viaggio scongiurino un reale pericolo. Niente di più sbagliato.
 
Cifre che spaventano
Ogni anno in Italia a causa di incidenti stradali 100 bambini perdono la vita e ne rimangono feriti 10.757, quasi 30 al giorno (dati ISTAT). Gli incidenti stradali sono la prima causa di morte per i bambini fra i 5 e i 14 anni. Il 40% degli incidenti mortali per i bambini si verifica durante percorsi inferiori ai 3 km e anche una collisione a 15 km orari può risultare fatale. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, se correttamente installati ed utilizzati, i sistemi di ritenuta dei bambini, cioè i normali seggiolini auto, possono ridurre del 70% la probabilità di decesso in caso di incidente. Non solo. Due terzi delle lesioni gravi e mortali derivanti da incidenti stradali potrebbero essere evitate con l’uso di dispositivi omologati per bambini. (fonte: bimbisicuri.it). Non vi è quindi alcuna giustificazione per non utilizzare i seggiolini, neppure quella economica, dato che le possibilità di acquistare prodotti perfettamente a norma di legge a prezzi accessibili non mancano, fra promozioni della grande distribuzione, e-commerce, negozi specializzati, outlet. E considerando soprattutto che infrazioni di questo tipo sono commesse anche da famiglie di fascia socioeconomica medio alta, a cui non mancano né l’istruzione né i mezzi per garantire la sicurezza dei propri figli.
 
Cosa dice la legge
Il trasporto dei bambini sui veicoli è regolato dall’articolo 172 del codice della strada (modificato dal decreto legislativo n.150 del 13 aprile 2006), dalla normativa europea e da una circolare attuativa del Ministero dell’Interno. I dispositivi di ritenuta sono obbligatori dalla nascita fino al raggiungimento dei 36 kg di peso. Fino ai 18 kg si possono usare solo i seggiolini, oltre questo peso si possono utilizzare anche gli adattatori, piccoli sedili chiamati anche buster o alzabimbo, che sollevando il piccolo permettono di usare le cinture di sicurezza dell’auto. Fino a 9 kg di peso del bambino, il seggiolino va montato in senso contrario alla marcia dell’auto. Dai 10 kg si può iniziare a montarlo in senso di marcia. Qualunque seggiolino si rivela inutile, infine, se le cinture non sono allacciate. (fonte: poliziadistato.it). Le sanzioni? Solo di tipo economico: sono previste multe per il conducente che non fa allacciare i bambini (da 68 a 275 euro) ma anche per chi produce, importa o commercializza seggiolini non omologati (da 716,00 euro a 2.867,00 euro).
 
E in taxi?
Magari non capita spesso, ma se succede di dover prendere un taxi con un bambino piccolo, come ci si deve comportare? La legge, in questo senso, appare purtroppo molto “permissiva”. Per il trasporto sui taxi non è previsto, infatti, per i bambini di statura inferiore al metro e mezzo, l’obbligo di utilizzo dei sistemi di ritenuta, a condizione che non occupino un sedile anteriore e siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ai 16 anni. In pratica, i taxi non sono tenuti ad avere seggiolini per i bambini, che viaggeranno quindi in braccio all’adulto che li accompagna, sul sedile posteriore.
 
Seggiolini e rialzi: ecco le regole
Per stabilire fino a che peso o  età sono adatti i seggiolini, le case produttrici, pur differenziando i modelli utilizzano codici di tipo universale.  
Gruppo 0: dalla nascita a 6 mesi circa (fino a 10 kg)
Gruppo 0+: dalla nascita a 12 mesi circa (a seconda dei modelli). Fino a 13 kg, in senso inverso alla marcia con airbag disattivato.
Gruppo 0+/1: dai 6 ai 15 mesi circa in senso inverso alla marcia. Da 1 anno circa fino a 4 anni circa (9-18 kg) in senso di marcia.
Gruppo 1/2/3: da 1 anno circa (9-36 kg) in senso di marcia.
Gruppo 2/3: da 3 o 4 anni, a seconda dei modelli, (15-36 kg) in senso di marcia.

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