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Un consulente ad hoc

 


Ginecologo: un consulente ad hoc

Qual è il ruolo del ginecologo nella vita della donna? È davvero la figura in grado di accompagnarci nelle principali tappe della vita sessuale e riproduttiva? Una ricerca ha evidenziato come il suo ruolo risulti fondamentale soprattutto per contraccezione, gravidanza e menopausa. (di Ilaria Sicchirollo)
 
“Il medico della donna” per tutta la sua vita o un consulente a cui rivolgersi nei momenti “topici” della salute e della sessualità femminile? Una ricerca Demoskopea compiuta per conto dell’azienda  Gedeon Richter - leader in prodotti ginecologici – su un campione di 1001 donne fra i 18 e i 50 anni ha analizzato il rapporto che la donna ha con il proprio corpo durante tutte le fasi della vita soffermandosi in particolare sul vissuto da parte della donna della figura del ginecologo. “È un dato confortante sapere che la donna di oggi ha nel 75% dei casi un rapporto sereno e di confidenza con il proprio ginecologo, lo incontra almeno 1 volta all’anno e si confronta con lui già nell’adolescenza” spiega Rossella Nappi, Professore Associato Clinica Ostetrica e Ginecologica Policlinico San Matteo Università degli Studi di Pavia. “È un medico “confidenziale” perché ha accesso alle informazioni che riguardano la sfera più intima e ha il privilegio di accompagnare la donna nelle fasi fondamentali della vita, quando diventa adulta inizia a vivere la sessualità, in gravidanza, in menopausa”.
 
Prima mestruazione e contraccezione

La prima visita dal ginecologo avviene in media tra i 19 e i 24 anni, molto dopo quindi rispetto alla comparsa del menarca e quando è la vita sessuale è già iniziata. Questo significa che in queste due tappe il ginecologo non svolge un ruolo di primo piano dal punto di vista dell’informazione. “Il ginecologo è una fra le tante fonti di informazione e come tale deve confrontarsi con dei ‘competitor’ affermaPaola RossidiDemoskopea. “La sua figura arriva molto dopo quella di mamma, amiche, stampa e internet per le informazioni sul ciclo mestruale delle giovanissime, mentre assume un ruolo di primo piano per le informazioni su contraccezione, gravidanza e menopausa. Questo significa che il ginecologo non è ancora il “medico delle donne” a tutto tondo, per tutta la vita, ma più un consulente “ad hoc” in alcune fasi fondamentali”.
 
La gravidanza

Tra queste fasi c’è sicuramente la gravidanza. È a partire dalla – eventuale – gravidanza che la figura del ginecologo diventa di primo piano. La maggior parte delle donne oggi vive la gravidanza come un evento naturale e, se non ci sono problemi particolari, tende a proseguire con la vita di sempre, limitandosi a introdurre pratiche a supporto del proprio stato (analisi cliniche, letture ”a tema”, interruzione del fumo). “Durante la gravidanza il ginecologo è stato un vero e proprio punto di riferimento – ci racconta Roberta Capua, conduttrice televisiva e mamma del piccolo Leonardo, 4 anni. “Io vivo a Bologna ma il mio ginecologo di fiducia lavora a Roma e non ho esitato a spostarmi durante tutta la gravidanza e poi per il parto perché non me la sentivo di cambiare in un momento così delicato. Perché se anche la gravidanza arriva in modo naturale e senza particolari problemi, la donna ha bisogno di continue rassicurazioni, deve sentirsi libera di fare tutte le domande che vuole, anche quelle apparentemente stupide. Per questo è fondamentale che ci sia confidenza e soprattutto fiducia – prosegue la conduttrice. “C’è un filo che unisce il ginecologo con la sua paziente. Se c’è in sintonia, il ginecologo la accompagna e la supporta anche nei suoi cambiamenti fisici e psicologici”. 
Il problema però, è che la vita attuale porta a considerare la possibilità della maternità sempre più avanti negli anni. “Ancora troppe donne – aggiunge Rossella Nappi - ritengono di poter diventare madri fino a tarda età e, pur sapendo che la menopausa arriva intorno ai 50 anni, non sanno che la fertilità si riduce drasticamente almeno 10 anni prima”. Per questo il ginecologo deve accompagnare la donna nelle sue scelte contraccettive ormonali anche in preparazione di gravidanze tardive: l’utilizzo della pillola può permettere di avere qualche possibilità di concepimento in più quando la si sospenderà per cercare la gravidanza.
 
La menopausa

Il 28% delle donne vive la menopausa come una tappa fisiologica e la fine della possibilità di procreare. Per un 10% circa segna invece l’ingresso nella vecchiaia e l’inizio del declino fisico.
Quali i principali disturbi? Per l’80% delle donne consistono in vampate di calore, aumento di peso e sudorazione improvvisa. La mancanza di informazioni è un problema piuttosto sentito: solo il 20% circa dichiara di averne a sufficienza. In quest’ambito le informazioni sono attese soprattutto da parte del ginecologo, anche perché, con l’approssimarsi della menopausa, la relazione con questa figura può vantare un rapporto di lunga durata che porta ad instaurare una certa confidenza con il proprio medico.
 
Ciclo questo sconosciuto

La ricerca di Demoskopea ha analizzato il vissuto delle donne rispetto al ciclo. L’arrivo della mestruazione è ancora fonte di grande imbarazzo nel 60% dei casi e 3 giovani donne su 10 non si sentono preparate su come affrontarlo, nonostante le informazioni trasmesse da madre a figlia, dalle amiche, da altre figure femminili in famiglia.  Le giovani associano il ciclo al dolore in senso generale in 6 casi su 10, le adulte al dolore di pancia e di testa in 4 casi su 10. In tutte le fasce di età la mestruazione rappresenta una limitazione, per esempio all’attività fisica e all’attività sessuale.  Addirittura per il 50% delle donne giovani il ciclo mestruale interferisce con l’efficienza scolastica e lavorativa arrivando, in  1 caso su 3 nelle giovani e in 1 su 4 nelle donne adulte a causare la perdita di giorni lavorativi. Il ginecologo in questo caso ha il compito di sfatare falsi miti e tabù sulla mestruazione, aiutando la donna a migliorare il suo rapporto con il ciclo mestruale, anche attraverso la scelta contraccettiva ormonale, che non solo risulta fra i metodi contraccettivi più efficaci ma aiuta a ridurre il dolore del ciclo mestruale e i sintomi che interferiscono con la qualità della vita.
 
I “falsi miti” da sfatare sulle mestruazioni

Ancora oggi esistono credenze assolutamente non scientifiche sul ciclo femminile. Solo il 37% delle donne dichiara di non credere a nessuna di queste.
Ecco le più comuni.
-          Non lavarsi o tingersi i capelli
-          Non lavarsi con acqua e non fare il bagno in mare
-          Non preparare dolci e conserve di pomodoro
-          Non toccare la carne
-          Non fa diventare il mosto un buon vino, trasforma il vino in aceto
-          Non toccare bambini e neonati
-          Non si deve fare la ceretta, in fase mestruale i peli crescono di più
-          È  impura, non può entrare in chiesa ortodossa perché è “sporca”
-          Non deve avvicinarsi ai cani femmina e ai cavalli perché si imbizzarriscono
 
 

 
 
 
 

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