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Quando i genitori si separano

La fine di un matrimonio porta con sé dolore e frustrazione, soprattutto quando in mezzo ci sono dei figli, che possono arrivare a soffrire di un vero e proprio disturbo, chiamato sindrome di alienazione genitoriale. Ce ne parla la neuropsichiatra infantile*.

Nell’esperienza clinica accade spesso di ritrovarsi dinnanzi a genitori che litigano o che sono prossimi ad una separazione. La Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS) è un disturbo che insorge nel bambino quando subisce la conflittualità dei genitori in seguito alle controversie per la custodia dei figli. La PAS è il risultato dell’opera di denigrazione rivolta contro il genitore che si allontana da casa, in assenza di cause di maltrattamento oggettive. Un'indagine approfondita ed una un'appropriata valutazione diagnostica sono necessarie per orientarsi sugli approcci terapeutici e legali. Spesso il malessere del bambino viene segnalato dagli operatori delle strutture scolastiche o educative. Tale clima di conflitto induce il bambino a vivere la minaccia della perdita degli oggetti d’amore, la difficoltà nei processi di identificazione, l’inversione dei ruoli genitoriali. I sintomi più comuni sono la svogliatezza scolastica, la litigiosità con i compagni, l’isolamento e la tristezza.

Conflittualità e maltrattamento

Oltre all’azione di questi fattori intra-familiari, agiscono sul bambino anche altri fattori extrafamiliari, quali, in particolar modo, il sistema legale. Oggi la sofferenza traumatica indotta dalla conflittualità dei genitori viene sempre più considerata dai magistrati un vero e proprio maltrattamento che il bambino subisce. I genitori non sempre capiscono quanto la loro conflittualità possa penetrare nel mondo interno del bambino configurando significati invischianti e processi distruttivi. Il bambino può essere invaso da sentimenti ed elementi depressivi che non può capire, spesso vissuti come “intrusioni e confusioni” appartenenti alla sfera emotiva e fantasmatica dei genitori o di un genitore. Viene a mancare il riferimento di un genitore che pensa “con lui” e che lo aiuta a crescere. Diversa naturalmente è una separazione non conflittuale in cui si possono aprire strade per non compromettere il rapporto madre/bambino e padre/bambino e quest’ultimo può pensare per sé senza ingombri e minacce di perdita.

Consensuali e con affido condiviso
Secondo l’Istat, nel 2006 (ultimi dati analitici disponibili) dei circa 80 mila casi
di separazione conclusi in Italia, l’85% è stato di tipo consensuale.
La propensione alla separazione e al divorzio risulta maggiore al nord, con punte massime in Liguria (7,5 separazioni e 5,1 divorzi ogni mille matrimoni celebrati), seguono Lazio e Val d’Aosta. Le regioni dove ci si separa di meno sono Calabria e Basilicata. Il 70% dei divorzi e il 60% delle separazioni del 2006 ha riguardato coppie con figli, per un totale di oltre 98 mila figli coinvolti in separazioni e 46 mila in divorzi (il 57,6% con meno di 11 anni). L’affido condiviso risulta largamente preferito (dopo la nuova legge entrata in vigore nel 2006), anche in questo caso soprattutto al nord e al centro. (Ilaria Sicchirollo)

*Paola Orofino, Neuropsichiatra Infantile, èResponsabile di sede U.O.N.P.I.A di via R. Sanzio 9 (Ospedale Sacco) Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile e Membro Associato SPI (Società Psicoanalitica Italiana) e IPA (international Psychoanalytical Association)