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Muoversi in due

Le donne in attesa possono svolgere attività fisica? Molte sono le scuole di pensiero. C’è chi ritiene che sia rischioso e chi invece non usa alcuna precauzione particolare. Gli esperti concordano tutti su un principio fondamentale: l’uso del buon senso.



Riposare molto, mangiare per due, evitare qualsiasi forte emozione: è la sintesi, forse un po’ grossolana, dei consigli della nonna per vivere una “gravidanza ideale”.
I tempi sono cambiati e la dolce attesa è un momento di maggiore medicalizzazione (molti controlli ed esami preventivi), ma alcuni pregiudizi permangono. Meglio allora partire, come sempre, dalle regole del buon senso e da un dato consolidato: la gravidanza rappresenta uno stato fisiologico normale per la vita di una donna.
Per chi non fa sport abitualmente, è sconsigliato allora iniziare proprio durante la gravidanza; chi invece fa attività fisica può continuare tranquillamente durante la gestazione, fino al termine, purchè sia sotto controllo medico.
Un’attività fisica moderata, senza sforzi prolungati, continua ad essere raccomandata alle donne in gravidanza, a meno che non vi siano condizioni particolari, indicate dal ginecologo, che la precludono.
Secondo Alison Merry della Blooming Fit (Fonte BBC News – Health), una palestra inglese specializzata in fitness per donne in attesa, l’attività motoria “sensata”, sia in termini quantitativi che qualitativi, non può che far bene perché migliora il sistema cardiovascolare e mantiene il tono muscolare; mentre si sconsigliano l’inattività totale così come gli sport “estremi” o di competizione, soprattutto se espongono l’addome. Attenzione, dunque, alla tipologia di sport e alle condizioni generali di salute della gestante. 
 
Non forzare mai

È la regola principe da perseguire se si è sportive e si vuole continuare ad esserlo anche durante la gravidanza. Qualsiasi attività non dovrebbe far mancare mai ossigeno al proprio organismo e l’intensità mai superare una certa soglia di fatica, tenendo conto però che ogni calcolo è difficile perché la frequenza cardiaca tende, in gravidanza, ad aumentare progressivamente sia a riposo sia sotto sforzo. In ogni caso vanno evitati gli esercizi che costringono a restare in piedi o sdraiati sulla schiena per lungo tempo. L’alimentazione e soprattutto l’idratazione devono essere adeguate al maggior dispendio di calorie.
Nei primi tre mesi vanno esclusi surriscaldamenti derivanti da attività prolungata oltre i venti-trenta minuti. Inutile dire che vi sono alcune condizioni in cui è meglio sospendere ogni sport. La prima quando si è in presenza di ogni patologia che si manifesti durante la gestazione o in caso di situazioni critiche vissute durante precedenti gravidanze (travaglio pretermine, ipertensione arteriosa, incontinenza della cervice uterina, patologie della placenta, sanguinamenti persistenti oltre il secondo trimestre, ritardo di crescita uterina). Il divieto, ovviamente, vale anche in caso di patologie preesistenti (cardiopatie, malattie della tiroide, pneumopatie…). 
 
Al bando tutti gli eccessi
Se è vero che non bisogna esagerare con l’ossessione del moto, è anche vero che non bisogna pensare in modo esclusivo alla linea. Insomma, in un periodo così delicato e meraviglioso per la vita di una donna, tutti gli eccessi sono sbagliati.
Sono proibite le sollecitazioni eccessive alle articolazioni e gli sport anaerobici, che richiedono sforzi intensi e di breve durata (corsa, salti, sollevamento pesi, tuffi, immersioni e tutte le attività con un carico prolungato sulle punte dei piedi) e capacità di equilibrio e di coordinamento che, durante i nove mesi, si riducono notevolmente, con conseguente pericolo di cadute.
Va tenuto conto invece che l’attività fisica adeguata, oltre a favorire il mantenimento del peso corporeo adeguato, aiuta a diminuire i dolori lombari gravidici e, grazie all’aumento della circolazione del sangue in seguito all’esercizio fisico, viene ridotta la tendenza anemica e c’è un maggiore controllo della glicemia. Ma, soprattutto, l’attività fisica corretta migliora l’umore, diminuisce lo stress e favorisce il recupero fisico sia durante la “fatica del parto” (un vero e proprio allenamento sportivo!) sia nei momenti successivi al parto stesso. 
 
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