"Lui" e gli amici
“Lui” e gli amici
Non bastavano la serate di poker e le partite di calcetto. Ora il mio compagno vorrebbe anche andare qualche giorno in vacanza solo con i suoi amici maschi. È giusto lasciargli tutto questo spazio considerando che abbiamo un figlio? (Marta, Milano)
Risponde il Dr. Andrea Arrighi, Psicoterapeuta, psicolanalista junghiano, collabora con FD Medical di Milano.
In un momento di ridefinizione dell’identità maschile (Essere&Benessere n. 3/2011) il gruppo di amici è ancora più importante. Storicamente il tempo primario per l’uomo era quello sociale, quello "fra uomini" e la componente familiare era secondaria. Oggi i tempi sono cambiati, ma il maschio ha ancora bisogno di far parte di un gruppo di soli uomini perché nel confronto con gli amici l’uomo ridefinisce il suo stesso essere maschio. L'uomo ha bisogno di confrontarsi con la sua mascolinità col suo genere. -non si deve pensare che la donna sia totalmente esclusa da questi contesti. In qualche modo, nel confronto con gli altri, emerge anche la relazione con la propria compagna. Nei gruppi di amici uomini da cui le donne sono escluse in maniera esplicita, infatti, anche quando si parla in libertà, le donne comunque “ci sono”: è come se si cercasse attraverso un discorso solo fra uomini di ridefinire come si è uomini con la donna. È utile lasciargli questo spazio se lo richiede? Certamente sì. A volte capita che sia proprio la moglie/compagna a chiedere al marito/compagno di uscire, a ritagliarsi degli spazi per sé. La donna sente il bisogno che il proprio uomo abbia una dimensione sociale e non sia solo marito e padre. Certo, esistono coppie che dopo aver istituzionalizzato la propria posizione diventano simbiotiche e si isolano, allontanadosi dalle amicizie. Ma se il suo compagno ne sente l'esigenza, è giusto che abbia la possibilità di trascorrere qualche giorno con i suoi amici. E' importante contare su spazi tutti per sé e continuare, anche dopo aver formato una famiglia, a seguire i propri interessi.
Non bastavano la serate di poker e le partite di calcetto. Ora il mio compagno vorrebbe anche andare qualche giorno in vacanza solo con i suoi amici maschi. È giusto lasciargli tutto questo spazio considerando che abbiamo un figlio? (Marta, Milano)
Risponde il Dr. Andrea Arrighi, Psicoterapeuta, psicolanalista junghiano, collabora con FD Medical di Milano.
In un momento di ridefinizione dell’identità maschile (Essere&Benessere n. 3/2011) il gruppo di amici è ancora più importante. Storicamente il tempo primario per l’uomo era quello sociale, quello "fra uomini" e la componente familiare era secondaria. Oggi i tempi sono cambiati, ma il maschio ha ancora bisogno di far parte di un gruppo di soli uomini perché nel confronto con gli amici l’uomo ridefinisce il suo stesso essere maschio. L'uomo ha bisogno di confrontarsi con la sua mascolinità col suo genere. -non si deve pensare che la donna sia totalmente esclusa da questi contesti. In qualche modo, nel confronto con gli altri, emerge anche la relazione con la propria compagna. Nei gruppi di amici uomini da cui le donne sono escluse in maniera esplicita, infatti, anche quando si parla in libertà, le donne comunque “ci sono”: è come se si cercasse attraverso un discorso solo fra uomini di ridefinire come si è uomini con la donna. È utile lasciargli questo spazio se lo richiede? Certamente sì. A volte capita che sia proprio la moglie/compagna a chiedere al marito/compagno di uscire, a ritagliarsi degli spazi per sé. La donna sente il bisogno che il proprio uomo abbia una dimensione sociale e non sia solo marito e padre. Certo, esistono coppie che dopo aver istituzionalizzato la propria posizione diventano simbiotiche e si isolano, allontanadosi dalle amicizie. Ma se il suo compagno ne sente l'esigenza, è giusto che abbia la possibilità di trascorrere qualche giorno con i suoi amici. E' importante contare su spazi tutti per sé e continuare, anche dopo aver formato una famiglia, a seguire i propri interessi.










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