Mummy, toilet please!
A che età è giusto iniziare a insegnare ai bambini le lingue straniere?
La risposta è semplice: prima possibile. I bambini hanno una straordinaria capacità di apprendimento nei primi anni di vita, capacità che proprio intorno ai 6 anni, quando solitamente si inizia a proporre loro qualche parola in lingua straniera, pur rimanendo elevatissima, inizia a diminuire.
L’età prescolare è quindi il momento migliore. Se non si ha la fortuna di essere bilingui e se non si ha la possibilità di avere in casa una tata che possa parlare al bambino in una lingua straniera, è possibile iniziare, ad esempio, proponendo giochi, canzoncine, filastrocche in lingua. Ma proprio come avviene per noi adulti, la cosa migliore è sentire parlare la lingua, al fine di interiorizzarne suoni e pronuncia. Via libera quindi ai DVD con i loro cartoni animati preferiti in lingua straniera: considerando il fatto che i bambini amano rivedere gli stessi cartoni per innumerevoli volte, il massiccio “bombardamento” che ne deriverà sarà un importante contributo al loro apprendimento.
Sul fronte scolastico, ancora del tutto insufficienti le opportunità fornite dalla scuola pubblica in questo senso. L’ora o due che settimanalmente viene proposta ai bambini aggiunge poco o nulla alla loro cultura linguistica già comunque in parte avviata grazie all’uso di internet e alla libera condivisione di file, giochi, canzoni. Esistono strutture private dove il contributo è maggiore (in alcuni casi già al nido d’infanzia). Esistono infine le scuole internazionali dove tutte le materie sono insegnate direttamente in lingua straniera. Si tratta comunque di rarissime eccezioni, non presenti in tutte le città e dai costi molto elevati: un privilegio per pochissimi.
(I.S.)
La risposta è semplice: prima possibile. I bambini hanno una straordinaria capacità di apprendimento nei primi anni di vita, capacità che proprio intorno ai 6 anni, quando solitamente si inizia a proporre loro qualche parola in lingua straniera, pur rimanendo elevatissima, inizia a diminuire.
L’età prescolare è quindi il momento migliore. Se non si ha la fortuna di essere bilingui e se non si ha la possibilità di avere in casa una tata che possa parlare al bambino in una lingua straniera, è possibile iniziare, ad esempio, proponendo giochi, canzoncine, filastrocche in lingua. Ma proprio come avviene per noi adulti, la cosa migliore è sentire parlare la lingua, al fine di interiorizzarne suoni e pronuncia. Via libera quindi ai DVD con i loro cartoni animati preferiti in lingua straniera: considerando il fatto che i bambini amano rivedere gli stessi cartoni per innumerevoli volte, il massiccio “bombardamento” che ne deriverà sarà un importante contributo al loro apprendimento.
Sul fronte scolastico, ancora del tutto insufficienti le opportunità fornite dalla scuola pubblica in questo senso. L’ora o due che settimanalmente viene proposta ai bambini aggiunge poco o nulla alla loro cultura linguistica già comunque in parte avviata grazie all’uso di internet e alla libera condivisione di file, giochi, canzoni. Esistono strutture private dove il contributo è maggiore (in alcuni casi già al nido d’infanzia). Esistono infine le scuole internazionali dove tutte le materie sono insegnate direttamente in lingua straniera. Si tratta comunque di rarissime eccezioni, non presenti in tutte le città e dai costi molto elevati: un privilegio per pochissimi.
(I.S.)











I Commenti arrivati
Titolo
| Autore
| Data
è proprio Vero!
Above Beatrice
07.11.2008 16:31
Prima possibile
De Lollis Emma
29.01.2009 11:33