Allattamento, nido... quanti dubbi!
Ci sono argomenti su cui le mamme sono particolarmente agguerrite. Tra forum e community, quando si toccano determinati temi gli animi si scaldano e i cuori di mamma battono all’impazzata. Uno di questi è sicuramente l’allattamento prolungato. Ne abbiamo parlato con Federica da Parma, mamma che ha allattato con orgoglio il suo Michele per 19 mesi.
Federica, hai pensato da subito che avresti allattato così a lungo?
No. Mai l’avrei pensato. Sono gracile e ho poco seno, nella mia ignoranza ho sempre associato seno grande = tanto latte e viceversa. Inoltre mi imbarazzava l’idea di mostrare il seno a parenti e amici, quindi ho sempre pensato che avrei facilmente alternato seno e biberon…
Come è iniziata la tua esperienza con l’allattamento? È stato subito facile e naturale?
Sì. L’ostetrica il giorno dopo il parto mi ha attaccato Miki e da subito mi disse che non avrei avuto problemi, il bimbo si attaccò immediatamente e con una posizione perfetta, tanto è vero che il giorno dopo (quindi a 2 giorni dal parto, fra l’altro cesareo) avevo già la montata!
Grazie al latte in abbondanza i primi giorni sono stati facili perchè il mio bimbo si saziava completamente e quindi era molto bravo e tranquillo. Questo mi spronava ad allattarlo sempre a richiesta. Il periodo più duro è stato ad un mese esatto dalla sua nascita. Ho avuto un calo del latte molto vistoso, Miki si attaccava al seno verso le 17.30 e non si staccava più fino alle 22.00, ora in cui si addormentava. Aveva fame ma il latte usciva a gocce. Il pediatra mi diede una giunta che lui non prese mai, perché si rifiutava di mettere in bocca la tettarella. Ero stanchissima ma il tutto durò circa una settimana, dopo, grazie proprio allo stimolo continuo di Miki, il latte tornò copioso anche alla sera. Miki ha preso il mio latte esclusivo fino a 5 mesi, poi sempre il mio latte ma con anche le pappe fino ai 15 mesi e dopo si è deciso ad assaggiare un biberon! A 19 mesi ha smesso di sua spontanea volontà.
Come è stato vissuto l’allattamento così prolungato dalle persone che ti sono vicine? E dalla gente?
Devo ammettere che l’unica persona che ha commentato la cosa o mi ha fatto in qualche modo sentire inadeguata è stata, purtroppo, mia mamma. Nessun altro ha mai osato fare commenti infelici o poco graditi. Il fatto che mio marito mi supportasse al 100% e che anzi adorasse vedere suo figlio attaccato al mio seno anche se grandicello, mi ha fatto sentire più forte e più sicura di me. C’è però da sottolineare che Miki non ha mai richiesto il seno durante la notte, quindi non mi ha mai pesato fisicamente.
Come mai hai deciso di smettere? Avresti continuato?
Io avrei continuato senza problemi, Miki prendeva il mio latte al mattino e alla sera, per me era diventata una coccola irrinunciabile, oltre che l’unico momento in cui stava fermo tra le mie braccia!! Ha deciso lui. Probabilmente aveva cambiato sapore o proprio non ce n’era più.
Il tuo bimbo non è andato al nido. Pensi che se avessi dovuto mandarlo avresti gestito diversamente l’allattamento, magari smettendo prima o riducendo le poppate?
Assolutamente no. Io sono tornata a lavorare quando Miki aveva 5 mesi, allattato ancora esclusivamente al seno. Lavoravo 5 ore. Gli davo il latte appena sveglio, durante la mattina la pazientissima nonna paterna gli dava il mio latte addensato con un po’ di farina di riso col cucchiaio. Poi arrivavo all’una e via col mio latte. Una volta introdotta del tutto la pappa a mezzogiorno, io arrivavo con più calma ma la sua bevuta di latte se la faceva lo stesso! Col nido avrei fatto lo stesso, con l’unica differenza che nessuna tata avrebbe avuto la pazienza di dare del latte materno addensato col cucchiaino anche per un ora di seguito…
Come mai non è andato al nido?
Per scelta mia e di mio marito.
I miei studi mi hanno portata ad essere un po’ prevenuta sul nido. I bimbi fino ai 30 mesi non hanno alcun bisogno di socializzare, il nido serve ai genitori, non ai figli. Inoltre Miki è sempre stato molto poco socievole e non ha mai dimostrato di averne bisogno, questa cosa mi “montava” sempre più sul fatto che avessi preso la decisione giusta.
Questo ti ha creato problemi con la scuola materna?
Bè..la differenza nell’inserimento c’è. I bambini che non sono andati al nido stanno facendo molta più fatica. E’ normale, devono ancora capire che la mamma li va a prendere, inoltre non è chiaro il perché ci deve andare e non può stare con la nonna che sa essere a casa. Diciamo che prima o poi è una fatica che capita a tutti. Ma il treenne ha molte più capacità relazionali e cognitive e questo fa si che si inserisca in media prima e con meno fatica rispetto a bimbi più piccoli.
Nel nostro forum si parla di allattamento e di nido. Entra e vieni a dire la tua! Clicca qui
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No. Mai l’avrei pensato. Sono gracile e ho poco seno, nella mia ignoranza ho sempre associato seno grande = tanto latte e viceversa. Inoltre mi imbarazzava l’idea di mostrare il seno a parenti e amici, quindi ho sempre pensato che avrei facilmente alternato seno e biberon…
Come è iniziata la tua esperienza con l’allattamento? È stato subito facile e naturale?
Sì. L’ostetrica il giorno dopo il parto mi ha attaccato Miki e da subito mi disse che non avrei avuto problemi, il bimbo si attaccò immediatamente e con una posizione perfetta, tanto è vero che il giorno dopo (quindi a 2 giorni dal parto, fra l’altro cesareo) avevo già la montata!
Grazie al latte in abbondanza i primi giorni sono stati facili perchè il mio bimbo si saziava completamente e quindi era molto bravo e tranquillo. Questo mi spronava ad allattarlo sempre a richiesta. Il periodo più duro è stato ad un mese esatto dalla sua nascita. Ho avuto un calo del latte molto vistoso, Miki si attaccava al seno verso le 17.30 e non si staccava più fino alle 22.00, ora in cui si addormentava. Aveva fame ma il latte usciva a gocce. Il pediatra mi diede una giunta che lui non prese mai, perché si rifiutava di mettere in bocca la tettarella. Ero stanchissima ma il tutto durò circa una settimana, dopo, grazie proprio allo stimolo continuo di Miki, il latte tornò copioso anche alla sera. Miki ha preso il mio latte esclusivo fino a 5 mesi, poi sempre il mio latte ma con anche le pappe fino ai 15 mesi e dopo si è deciso ad assaggiare un biberon! A 19 mesi ha smesso di sua spontanea volontà.
Come è stato vissuto l’allattamento così prolungato dalle persone che ti sono vicine? E dalla gente?
Devo ammettere che l’unica persona che ha commentato la cosa o mi ha fatto in qualche modo sentire inadeguata è stata, purtroppo, mia mamma. Nessun altro ha mai osato fare commenti infelici o poco graditi. Il fatto che mio marito mi supportasse al 100% e che anzi adorasse vedere suo figlio attaccato al mio seno anche se grandicello, mi ha fatto sentire più forte e più sicura di me. C’è però da sottolineare che Miki non ha mai richiesto il seno durante la notte, quindi non mi ha mai pesato fisicamente.
Come mai hai deciso di smettere? Avresti continuato?
Io avrei continuato senza problemi, Miki prendeva il mio latte al mattino e alla sera, per me era diventata una coccola irrinunciabile, oltre che l’unico momento in cui stava fermo tra le mie braccia!! Ha deciso lui. Probabilmente aveva cambiato sapore o proprio non ce n’era più.
Il tuo bimbo non è andato al nido. Pensi che se avessi dovuto mandarlo avresti gestito diversamente l’allattamento, magari smettendo prima o riducendo le poppate?
Assolutamente no. Io sono tornata a lavorare quando Miki aveva 5 mesi, allattato ancora esclusivamente al seno. Lavoravo 5 ore. Gli davo il latte appena sveglio, durante la mattina la pazientissima nonna paterna gli dava il mio latte addensato con un po’ di farina di riso col cucchiaio. Poi arrivavo all’una e via col mio latte. Una volta introdotta del tutto la pappa a mezzogiorno, io arrivavo con più calma ma la sua bevuta di latte se la faceva lo stesso! Col nido avrei fatto lo stesso, con l’unica differenza che nessuna tata avrebbe avuto la pazienza di dare del latte materno addensato col cucchiaino anche per un ora di seguito…
Come mai non è andato al nido?
Per scelta mia e di mio marito.
I miei studi mi hanno portata ad essere un po’ prevenuta sul nido. I bimbi fino ai 30 mesi non hanno alcun bisogno di socializzare, il nido serve ai genitori, non ai figli. Inoltre Miki è sempre stato molto poco socievole e non ha mai dimostrato di averne bisogno, questa cosa mi “montava” sempre più sul fatto che avessi preso la decisione giusta.
Questo ti ha creato problemi con la scuola materna?
Bè..la differenza nell’inserimento c’è. I bambini che non sono andati al nido stanno facendo molta più fatica. E’ normale, devono ancora capire che la mamma li va a prendere, inoltre non è chiaro il perché ci deve andare e non può stare con la nonna che sa essere a casa. Diciamo che prima o poi è una fatica che capita a tutti. Ma il treenne ha molte più capacità relazionali e cognitive e questo fa si che si inserisca in media prima e con meno fatica rispetto a bimbi più piccoli.
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