Gravidanza? Quando lo dirò io
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Piccola guida ragionata alla contraccezione: metodi vecchi, nuovi, ormonali, di barriera, naturali e, soprattutto, quale è meglio e per chi. Perché, anche qui, c’è solo da scegliere. (di Chiara Bianchi)
Tanti ne fanno uso, pochi sanno veramente come funziona. Malgrado la facile accessibilità delle informazioni, la contraccezione rimane un campo ancora pieno di ombre. Il “buio” non viene tanto da questioni morali, ma piuttosto da quanto - ancora - si ignora in materia. Eccoci, allora, ad accendere la luce! Anche perché, ormai, metodi e possibilità sono davvero tanti, per cui si impone la necessità di una scelta. Da prendere ovviamente con il consiglio del ginecologo.
Ad ognuno il suo
Siete fedelissimi? Oppure vi piace l’avventura? O, ancora, non sareste mai in grado di tenere a mente un appuntamento, ogni giorno alla stessa ora? Sono questi elementi, insieme a una serie di informazioni mediche e relative allo stile di vita (dall’ipertensione al fumo, ad esempio) che guidano alla scelta del metodo contraccettivo ideale. Da scegliere in quattro categorie: i naturali, che non prevedono dispositivi o somministrazioni di alcun genere; quelli di barriera, che impediscono in modo meccanico che gli spermatozoi raggiungano l’ovulo; gli ormonali, in cui si rende impossibile l’ovulazione; i dispositivi intrauterini, con cui si impedisce sia la fecondazione, sia l’annidamento dell’uovo.
Secondo natura
I metodi naturali sono il coito interrotto, l’Ogino Knauss (che si basa sulla conta dei giorni fertili), il metodo di Billings (a partire dalle caratteristiche del muco vaginale) e quindi la misurazione della temperatura basale (la temperatura che si registra al mattino appena svegli, prima di qualsiasi attività, e che varia nel corso del ciclo, permettendo di individuare i giorni fertili). «Attenzione, però - dice la dottoressa Anna Pisacreta, ginecologa a Milano -: tutti i metodi naturali hanno in comune il fatto di essere poco affidabili. In particolare, il coito interrotto presuppone un buon autocontrollo del partner e tanto feeling di coppia, mentre l’Ogino Knauss non si può seguire in presenza di cicli irregolari e, per finire, il metodo che si basa sulla temperatura basale è scomodo, perché prevede misurazioni quotidiane». “Esclusa” questa famiglia di sistemi contraccettivi per scarsa efficacia, resta da districarsi tra gli altri.
Per chi è già mamma
La spirale, detta anche IUD o dispositivo intrauterino, è il sistema contraccettivo più diffuso al mondo (la usano 150 milioni di donne, di cui 100 mila cinesi) oltre che uno dei più sicuri. Si tratta di una piccola protesi di materiale plastico, rivestita di rame, che viene introdotta nell’utero. «La spirale è ideale per le donne che hanno già avuto figli – dice ancora Pisacreta – in quanto nelle altre può determinare fastidiosi dolori». Nel 50% dei casi totali, comunque, c’è comunque un effetto indesiderato, la comparsa di emorragie tra una mestruazione e l’altra.
Smemorate di tutto il mondo…
… non preoccupatevi! Se sapete di non farcela a ricordarvi di prendere la pillola tutti i giorni (per 21 giorni, a cui ne seguono 7 di sospensione) alla stessa ora, non dovete necessariamente rinunciare ai benefici della terapia contraccettiva ormonale. Che impedisce la gravidanza, certo, e in più riduce mestruazioni dolorose, acne e flussi abbondanti. Infatti, gli effetti positivi della combinazione di estrogeni e progesteroni sono assicurati anche dal cerotto e dall’anello vaginale, che tra l’altro prevedono dosaggi ormonali più bassi. «Sicuramente questi sistemi sono di più facile gestione, come del resto l’ultimissimo arrivato, il bastoncino contraccettivo che si inserisce sottocute, nella parte interna del braccio». Lungo 4 cm, con un diametro di 2 mm, rilascia per 3 anni solo ormoni progestinici. «È un sistema indicato anche per le donne che fumano, soffrono di emicrania, ipertensione e diabete, perché non rilascia estrogeni», dice ancora la dottoressa Pisacreta. Ma, anche lui, ha un “difetto”: quando lo utilizzano, solo 7 donne su 10 hanno le mestruazioni regolari, mentre per le altre sono saltuarie o assenti.
Una barriera (anche) contro le malattie
Diaframma e preservativo sono infine i cosiddetti metodi di barriera. «Bisogna però tenere presente che solo quest’ultimo, e solo se correttamente usato, protegge dalle malattie sessualmente trasmesse. Da utilizzare assolutamente quando si conoscono poco le abitudini e la storia del proprio partner». Infine, anche se efficace ed economico, il diaframma è un sistema ormai poco utilizzato, in quanto considerato scomodo. Inserito in vagina (ma non è detto che si debba farlo all’ultimo, interrompendo i preliminari) deve essere mantenuto in posizione per almeno 8 ore dopo il rapporto sessuale.
Un libro per saperne di più
Per molti anni professore di Clinica Ginecologica presso l’Università degli Studi di Milano e pimario alla Clinica Mangiagalli della stessa città, Pier Giorgio Crosignani ha da poco pubblicato La contraccezione Quando, perché e come (Franco Angeli, 14 euro) piccolo manuale in grado di dissipare tutti i dubbi e di dare tutte le risposte in materia. A rendere più interessante il libro, anche tante note storiche, a partire dai sistemi primitivi, e interessanti considerazioni su come il controllo delle nascite abbia cambiato l’amore e la posizione della donna.










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