SALUTE: SE LA CITTA FA MALE; IN LITE 6 ITALIANI SU 10/ANSA
(ANSA) - PARMA, 11 MAR - La citta' fa male alla salute. Si dorme trenta minuti di meno a notte e si litiga anche di piu' creando stress e microconflittualita' esasperati dal traffico urbano quotidiano. Ma anche obesita' e polveri sottili minano la tenuta sanitaria dei cittadini. L'analisi e' di Legambiente che ha presentato i dati nell'ambito della V Conferenza ministeriale ambiente e salute organizzata dai ministeri dell'Ambiente e dalla Salute italiani e dall'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms) Europa. In particolare sono 5 i nodi 'caldi' per la salute in citta', secondo Legambiente. ''Incidenti stradali, obesita' ma anche piccole conflittualita', stress, rumore e insonnia - ha detto Alberto Fiorillo, responsabile mobilita' di Legambiente - minano la nostra salute in citta' ogni giorno''. Ecco in particolare la mappa inquinamento e salute nelle citta' italiane: - MICROCONFLITTUALITA' E STRESS - Lo stress da traffico e' causa di episodi di microconflittualita' per 6 italiani su 10. Stare in coda, bloccati nell'auto, ad esempio, scatena quotidianamente la litigiosita' e gli scontri verbali nel 61% degli italiani, pronti ad alterarsi, attaccare briga e suonare nervosamente il clacson. D'altronde gli abitanti delle citta' passano ormai un'ora (o anche piu') al giorno incolonnati nel traffico, spostandosi a una velocita' media che nel migliore dei casi supera di poco i 25 kmh. A Roma, ad esempio, il tempo passato al volante e' di 74 minuti al giorno, a Napoli e Torino e' di 63 e 62 minuti, a Milano un'ora esatta, a Palermo e Genova 58 e 53 minuti. Ridicole le velocita' medie: Torino e' la citta' con la mobilita' piu' ''fluida'' (26 kmh), seguita da Genova (25), Roma (23), Milano (22), Napoli (21), Palermo (20). - INCIDENTI STRADALI - Nel 2008 sulle strade urbane si sono verificati 168.088 incidenti (76,8% del totale) che hanno causato 228.325 feriti (pari al 73,5% sul totale) e 2.076 morti (pari al 43,9%). - Obesita' - Circa un terzo degli adulti e' sovrappeso e lo stesso vale per i bambini. Gli obesi, coloro che superano i 130 chili di peso, sono poco meno del 10% della popolazione, circa 5 milioni di persone. Per gli alimentaristi la colpa va ricercata nell'alimentazione sbagliata, ma anche nella sedentarierta'. Soprattutto per gli adulti, l'uso dell' automobile come principale mezzo di spostamento e' il nemico numero 1. Basterebbe ad esempio, camminare o andare in bicicletta per circa mezz'ora al giorno per ridurre del 50% il rischio-obesita'. - INSONNIA E RUMORE - Si stima che vivere in una grande citta' significhi dormire trenta minuti a notte in meno a causa dei rumori da traffico. E sono circa 20 milioni gli italiani che abitano nelle medie e grandi aree urbane. Che l'inquinamento acustico in citta' sia percepito come un problema grave e' confermato anche dalle famiglie italiane, che secondo un'indagine dell'ISTAT dichiarano per il 36,8% gravi problemi relativi al rumore nella zona in cui abitano. - SMOG - Le polveri sottili insidiano gravemente la salute dei cittadini. 57 citta' italiane su 88 che hanno dati completi sulle Pm10 superano il limite previsto dalla legge. Ma il problema esiste soprattutto a Napoli (156 superamenti del limite medio giornaliero di 50 microgrami/metro cubo), Torino (151), Ancona (129) e Ravenna (126). Tra le altre grandi citta' svettano Milano (108), Roma (67) e Venezia (60). Valori molto elevati se pensiamo che per legge sono consentiti al massimo 35 giorni di superamento all'anno. Le Regioni del nord quelle in cui si registrano i valori piu' critici con tutti i capoluoghi della Lombardia e dell'Emilia Romagna monitorati fuori dal limite di legge, 7 su 8 in Piemonte e 6 su 7 in Veneto. Nulla di buono nemmeno sul fronte ozono che nei mesi estivi ha fatto registrare livelli record: (dal 1 gennaio 2010 e' entrato in vigore il limite per la protezione della salute umana di 120 microgrammi/metro cubo da non superare per piu' di 25 giorni in un anno). Oltre la meta' delle citta' monitorate nel 2009 non rispettavano questo limite (32 citta' su 50 monitorate). (ANSA).










