SALUTE: NEW YORK TAGLIA IL SALE NEL PIATTO, NEL MIRINO CIBI PRONTI E RISTORANTI
Roma, 11 gen. (Adnkronos Salute) - Non c'è pace per il palato degli abitanti della Grande Mela. Prima il Comune di New York ha chiesto ai ristoratori di ridurre i grassi 'trans' nei loro piatti, poi ha fatto pressioni per scrivere accanto a ogni portata il suo contenuto calorico, e ora è la volta del sale. L'amministrazione Bloomberg, infatti, proprio oggi svelerà i contenuti di un nuovo programma sanitario che punta a incoraggiare produttori di cibi pronti e ristoratori a 'tagliare' il contenuto di sale nei loro piatti.
Un piano anticipato oggi dal 'New York Times', per il quale gli amministratori cittadini chiedono il supporto delle agenzie sanitarie di altre città e Stati dell'Unione. L'obiettivo degli organizzatori è quello di modificare in modo sottile, ma inesorabile il gusto dei newyorkesi: tanto che si punta a tagliare il quantitativo di sale nei cibi pronti e in quelli serviti al ristorante di ben il 25% (un quarto) nei prossimi 5 anni. Secondo i medici, questo ridurrebbe anche l'incidenza di ipertensione e contribuirebbe a prevenire un certo numero di ictus e infarti legati a questo problema. Il piano prevede l'adesione volontaria delle aziende e permette ai produttori di alimenti e ai ristoratori di ridurre in modo sottile e progressivo le dosi di sodio, per non stravolgere il sapore dei cibi e adattare 'dolcemente' il palato dei consumatori.
"Tutti noi consumiamo troppo sale e la maggior parte è contenuto nei cibi che compriamo", sottolinea Thomas Farley, commissario alla Salute della metropoli Usa, ricordando che l'80% del sale nella dieta degli americani arriva da cibi pronti o pasti serviti al ristorante. Mentre limitarsi solo un po' potrebbe consentire di salvare molte vite. Gli ideatori del progetto si rendono conto che la campagna anti-sale è ambiziosa e complessa, anche perché non è ragionevole pensare che le aziende alterino i loro prodotti solo per la città di New York. Per questo chiedono il sostegno di città e Stati vicini. Nonostante la complessità dell'obiettivo, gli organizzatori sono ottimisti e per accelerare il successo del piano potrebbero ricorrere all'arma legislativa: quando la campagna contro i grassi non decollò, il sindaco emanò infatti una legge ad hoc per 'forzare la mano' ai ristoranti. Anche se gli amministratori ammettono che potrebbe essere difficile regolare con una legge analoga la riduzione di sodio. Più che altro si punta sull'effetto positivo della pubblicità garantita alle aziende che 'taglieranno' il sale. E già da un anno gli organizzatori discutono della cosa con l'industria del settore. Non senza successi: la catena di supermercati A&P si è detta pronta a ridurre il sodio dai suoi prodotti, molto apprezzati in città. Il programma anti-sodio è complesso, e prevede una riduzione che va dal 10 al 40% per 61 classi di cibi confezionati e 25 tipologie di piatti da ristorante.










