Acidità gastrica: come risolverla?
Mia figlia, di 25 anni, ha appena iniziato un nuovo lavoro che la porta a viaggiare molto spesso. Tuttavia, ora che la sua dieta è senza dubbio meno regolata, l’acidità gastrica di cui soffre si sta accentuando. Cosa può fare per tenere a bada il problema? (Enrica, Milano)
Risponde la Dr.ssa Tiziana Semplici, gastroenterologa, nutrizionista e omotossicologa. Direttore sanitario dei poliambulatori FD Medical di Milano. Dal 1987 è in servizio in qualità di medico di Medicina Generale ASL di Milano, docente del corso di studi Diploma di Osteopatia Soma Milano.
Il detto “siamo quello che mangiamo” è purtroppo sempre attuale: l’introduzione di cibi sempre più manipolati, meno ricchi di micronutrienti (minerali e vitamine) e spesso provenienti da coltivazioni in cui si fa largo uso di sostanze chimiche ha fatto sì che disturbi gastro-intestinali che un tempo comparivano in età più avanzate, quando i tessuti cominciavano a modificarsi, si manifestino oggi anche nei soggetti giovani e nei bambini. È importante quindi cercare di utilizzare alimenti cucinati in modo semplice, rinunciare a sughi e salse che irritano la mucosa gastrica ed evitare il panino ingurgitato velocemente al bar, magari accompagnato da bevande gasate e dolcificate: se il tempo è poco, meglio mangiare frutta e verdura. Bisogna fare il possibile per non restare a stomaco vuoto tutto il giorno, finendo poi per abbuffarsi in un unico pasto serale, perché anche questa cattiva abitudine può determinare problemi gastro-intestinali. Un altro importante accorgimento è quello di avere cura del proprio intestino, importante sede delle difese immunitarie, e assumere, se esiste un problema di disbiosi (alterazione della flora batterica), pre e pro-biotici sotto controllo medico.
Risponde la Dr.ssa Tiziana Semplici, gastroenterologa, nutrizionista e omotossicologa. Direttore sanitario dei poliambulatori FD Medical di Milano. Dal 1987 è in servizio in qualità di medico di Medicina Generale ASL di Milano, docente del corso di studi Diploma di Osteopatia Soma Milano.
Il detto “siamo quello che mangiamo” è purtroppo sempre attuale: l’introduzione di cibi sempre più manipolati, meno ricchi di micronutrienti (minerali e vitamine) e spesso provenienti da coltivazioni in cui si fa largo uso di sostanze chimiche ha fatto sì che disturbi gastro-intestinali che un tempo comparivano in età più avanzate, quando i tessuti cominciavano a modificarsi, si manifestino oggi anche nei soggetti giovani e nei bambini. È importante quindi cercare di utilizzare alimenti cucinati in modo semplice, rinunciare a sughi e salse che irritano la mucosa gastrica ed evitare il panino ingurgitato velocemente al bar, magari accompagnato da bevande gasate e dolcificate: se il tempo è poco, meglio mangiare frutta e verdura. Bisogna fare il possibile per non restare a stomaco vuoto tutto il giorno, finendo poi per abbuffarsi in un unico pasto serale, perché anche questa cattiva abitudine può determinare problemi gastro-intestinali. Un altro importante accorgimento è quello di avere cura del proprio intestino, importante sede delle difese immunitarie, e assumere, se esiste un problema di disbiosi (alterazione della flora batterica), pre e pro-biotici sotto controllo medico.










