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Per non mangiarsi il fegato

Nelle antiche culture il fegato era la sede del coraggio, dell’ardimento e dell’audacia. Tant’è che ancora oggi diciamo di una persona leale e coraggiosa: “ha fegato”. Ma “per non farsi venire il mal di fegato” è salutare conoscere la sua importanza nell’organismo e pensare che gran parte della sua salute inizia dalla tavola.


Esiste uno spazio, agli albori di ogni civiltà, in cui l’umano incontra il divino. È lo spazio del mito, che lega l’uomo al passato e nello stesso tempo lo spinge oltre, verso un futuro lontano. Nel mito greco di Prometeo, il titano che, per aver rubato il segreto del fuoco agli dei e per averlo rivelato agli uomini, viene legato a una roccia e sottoposto alla tortura di un’aquila che ogni giorno gli divora il fegato, c’è tutto il valore simbolico di questo organo così importante per il corpo umano. Nelle antiche culture il fegato rappresentava la sede del coraggio, dell’audacia. E ancora oggi, per definire una persona forte e leale diciamo che “ha fegato”. Da sempre, quindi, l’uomo ha pensato al fegato come a un organo nobile, con un valore simbolico eguagliabile a quello del cuore, sede privilegiata dell’amore e della generosità. 
 
Un filtro prezioso
Il fegato è una ghiandola posta nella parte destra dell’addome, sotto le ultime costole della gabbia toracica.
 Quando il volume epatico supera il confine dell’arco costale destro si ha l’epatomegalia, quadro patologico assai diffuso, generato da un’ alimentazione abbondante e da uno scorretto stile di vita. Un fegato sano pesa attorno ad 1 kg e mezzo in un uomo adulto, nella donna è più piccolo, con un peso inferiore. Composto da circa 100.000 globuli, unità funzionali a struttura cilindrica lunghi parecchi millimetri, con 1-2 millimetri di diametro, il fegato è un enorme “filtro”, le cui cellule sono continuamente esposte al sangue proveniente da una grossa vena, la “vena porta”, che drena quello proveniente dall’intestino, carico di elementi nutritivi, introdotti con l’ alimentazione giornaliera.
Il cibo, dopo la sua trasformazione da sostanze complesse a semplici (digestione intestinale) si ferma nel fegato prima di diffondersi nell’organismo. Si tratta di un organo veramente instancabile: in una giornata di lavoro, infatti, filtra un flusso sanguigno complessivo pari a circa 2.000 litri (il corpo umano ne ha circa 5) e produce anche fino a 1.000 ml di bile al giorno, concentrata nella colecisti per poi essere dirottata, attraverso il coledoco, nell’intestino; qui esercita diverse funzioni, in particolare nella digestione delle sostanze alimentari grasse. Proprio per la sua natura di “filtro”, il fegato è particolarmente esposto ai danni che derivano da un’alimentazione sbagliata, soprattutto da un eccesso di calorie e da un abuso di alcol. Per non “mangiarsi il fegato” è necessario allora pensare che la sua salute inizia proprio dalle abitudini della nella nostra tavola.

Trattarsi bene dal mattino
Se la colazione è scarsa o si limita addirittura al semplice caffè, trascorrono troppe ore di digiuno dalla cena al pranzo successivo e la colecisti ne soffre. Infatti, se il cibo non viene ingerito per parecchi tempo, la bile staziona a lungo nella colecisti, con il rischio che i componenti presenti al suo interno si ammassino, formando così i dolorosissimi calcoli (che colpiscono più le donne degli uomini). Fare una colazione adeguata è importante allora anche per questo. Vogliamoci bene fin dal risveglio! 
 
Una vera officina
La ghiandola epatica è compie oltre 5.000 reazioni biochimiche, è “l’officina metabolica” dell’organismo. Le funzioni del fegato sono così numerose e complesse, che citiamo solo le più importanti, legate al metabolismo dei carboidrati, dei grassi e delle proteine. Nel metabolismo dei carboidrati il fegato esplica queste attività: deposito di glicogeno, conversione del galattosio e del fruttosio in glucosio, glicogenosintesi. Ha un ruolo particolarmente importante nel mantenimento di una normale concentrazione di glucosio nel sangue, cioè la glicemia. Il corpo umano può accumulare una quantità limitata di carboidrati sotto forma di glicogeno nel fegato e nei muscoli.
Nel metabolismo dei lipidi svolge queste reazioni: ossidazione molto attiva degli acidi grassi, formazione delle lipoproteine, formazione di grandi quantità di colesterolo e di fosfolipidi, conversione in grassi di notevoli quantità di carboidrati e proteine.
Vitale il suo ruolo nel metabolismo delle proteine: desaminazione degli aminoacidi, formazione di urea per rimuovere l’ammoniaca dai liquidi corporei, formazione delle proteine dal plasma.
Il fegato ha una particolare capacità di accumulare vitamine. La vitamina che vi si accumula nella quantità più rilevante è la vitamina A, ma vi si depositano anche grandi quantità di vitamina D e di vitamina B12.
Produce sali biliari che, veicolati con la bile, svolgono un ruolo insostituibile durante vari processi della digestione delle sostanze alimentari all’interno del canale intestinale. Interviene nella produzione di bilirubina derivata dalla emoglobina. Queste sono solo alcune tra le 5.000 reazioni che ogni giorno il nostro fegato compie, garantendoci la vita. 
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