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In viaggio per curarsi



Sempre più persone si recano all’estero alla ricerca di operazioni e cure meno costose. È nato un nuovo fenomeno, il turismo medicale.

 
Partire per sottoporsi a cure o interventi chirurgici? Una volta si andava all’estero soprattutto alla ricerca del “guru” in una determinata specializzazione, ora ci si va anche per risparmiare e godersi al contempo una vacanza. Un fenomeno che, ancora una volta, ha origine negli USA ma che sta diventando sempre più diffuso anche da noi.
Le vacanze non sono più solo un’occasione di svago ma anche l’opportunità di rimettersi in forma o di sottoporsi a un intervento, a seconda delle cure si parla di “wellness tourism” o di “medical tourism”. Il wellness tourism, turismo del benessere, combina alla vacanza una cura lieve, quali il desiderio di riposarsi, disintossicarsi, dimagrire o smettere di fumare. Si parla invece di medical tourism e quindi di turismo medicale quanto vi è la finalità di sottoporsi a veri e propri interventi chirurgici.
 
Le Origini del Fenomeno
Secondo il settimanale Time questa tendenza è iniziata negli anni ’90 negli Stati Uniti, dove i costi per curarsi e delle coperture assicurative sono da sempre elevati. Il vero boom si è registrato soprattutto negli ultimi anni. I cittadini statunitensi che si sono recati all’estero per curarsi nel 2006 erano  150.000, un numero che è quintuplicato in un solo anno. Nel 2007 i turisti medicali sono stati  750.000 e potrebbero raggiungere la cifra di 6 milioni di pazienti nel 2010.  
 
Le destinazioni preferite
Agli inizi il Costa Rica era diventato la mecca per i turisti statunitensi che volevano rimettersi a posto i denti, si potevano avere ponti e capsule a basso prezzo già a partire dagli inizi degli anni ’90. Nello stesso periodo, Cuba era invece diventata famosa per gli interventi agli occhi, al punto che le autorità nazionali si vantavano di accogliere circa 2000 persone che venivano a farsi curare nell’isola. Alla fine degli anni ’90 è stato invece il turno della Tailandia, il cui crollo della moneta aveva reso estremamente economica la possibilità di curarsi, tra gli interventi più applicati quelli di cambiamento di sesso, che costava al più 5.000 dollari e non prevedeva una serie articolata di incontri con psicologi che erano invece obbligatori in altri paesi.
 
Risparmio e rapidità
Di recente il turismo medico-estetico sta letteralmente esplodendo anche in Italia. Ci si reca all’estero soprattutto per motivi economici. I Paesi emergenti con costi sono notevolmente inferiori offrono attrezzature tecnologiche d’avanguardia e competenze medico-scientifiche, nella maggior parte dei casi, di eccellente qualità in quanto affidate a personale istruito ed addestrato in Europa, Giappone e Stati Uniti.
Chi sceglie di curarsi all’estero, infatti, non solo è motivato da fattori economici (i prezzi degli interventi in taluni casi possono variare dal 30 al 70 % in meno rispetto ai prezzi praticati in Europa) ma anche dalla possibilità di coniugare un’operazione con soggiorni di convalescenza in strutture accoglienti ed attente a prendersi  cura oltre che del corpo anche dello spirito dei pazienti. Da non sottovalutare poi il fattore tempo, infatti, nelle strutture europee ed americane le liste di attesa per il settore pubblico sono piuttosto lunghe, mentre il settore privato impone costi notevoli, quindi tanto vale pagare di tasca propria ma almeno stando attenti ai costi.
 
Dove si va?
Per le cure dentistiche, che restano ancora oggi al primo posto del turismo medicale, (perché spesso non sono coperte dall’assicurazione) si va soprattutto  in Ungheria, Romania o Repubblica Ceca.
La Tailandia, con l’ospedale internazionale Bumrungrad di Bangkok e l’India, sono le mete più note per chi deve ricorrere ad interventi invasivi e rischiosi come quelli di chirurgia toracica, mentre la Tunisia, il Sud Africa ed il Brasile sono le tappe preferite per le cure di chirurgia estetica.
 
Come ci si organizza?
C’è chi si affida al passaparola, all’articolo letto sul giornale o ad internet. Oppure ci sono delle vere e proprie agenzie che offrono il servizio di selezionare la meta più adeguata all’intervento, monitorare costantemente strutture e medici in termini di affidabilità e professionalità, in ultimo le agenzie si occupano di organizzare il tutto, viaggio, soggiorno, intervento e una simpatica convalescenza.
Surgical Travels promette le migliori strutture sanitarie e i migliori professionisti al mondo con un risparmio del 70% rispetto ai prezzi tradizionali.
Per il turismo estetico le agenzie offrono Sun & Surgery pacchetti di viaggio che combinano relax, sole e chirurgia, ossia rinoplastiche, bleferoplastiche, lifting e liposuzioni abbinati a safari fotografici pre o post operazione. La sudafricana Surgical Attractions  è fortissima nei pacchetti di chirurgia estetica e vacanza con soggiorno in Sudafrica, mentre la francese Cosmetica Travel, offre, sul territorio della Tunisia, pacchetti comprensivi di interventi di chirurgia estetica abbinati ad una settimana di convalescenza o di vacanze rigorosamente in alberghi di lusso e con tutti i comfort desiderati. L’argentina Plenital offre invece per gli impianti dentali combinati alle lezioni di tango
Gli italiani si affidano poi alle capitali europee per aggirare le limitazioni della legge 40 sulla fecondazione assistita.
 
I pro e i contro
Chi opta per questa scelta è alla ricerca di qualità tecniche, eccellenza nelle prestazioni, risultati positivi combinati al risparmio. I centri sono solitamente bene organizzati, offrono professionisti esperti, strutture moderne e un’organizzazione all’avanguardia sia nei supporti logistici che una volta in loco. Tutto il personale è multilingue per permettere al paziente di essere compreso e assistito al meglio.
Il vantaggio principale e più evidente è il costo inferiore.
Secondo il Daily il costo di un lifting completo al viso negli USA costa $ 20.000 dollari. In Sudafrica 1.250 dollari: diciamo che il viaggio e la vacanza ci stanno alla grande.
I costi sono decisamente inferiori perchè la manodopera di supporto costa meno, il costo delle strutture è inferiore, il tasso di cambio è favorevole e i medici hanno costi assicurativi ridotti, perché le controversie sono ancora limitate.
Attenzione però a ciò che all’apparenza può sembrare un affare, per tempo e costi. Si parla di salute e le complicazioni ci possono essere. Pertanto se malauguratamente qualcosa dovesse andare storto chi e come potrà difendersi il cittadino straniero? L’assicurazione che abbiamo ci copre dalle complicazioni? Abbiamo possibilità di rivalsa o di difenderci? Sarà una vacanza ma è anche pur sempre un intervento chirurgico e come tale non va sottovalutato.  (Lavinia Borea)