Fastidiosa cistite
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È noto che i problemi urinari colpiscono più spesso il sesso femminile: senso di peso al basso addome, dolore nella minzione, che diventa frequente e soprattutto urgente, con comparsa di urine più scure, dall’odore forte, il tutto accompagnato a volte anche da febbre. Abbiamo chiesto alla ginecologa
Susanna Rosa, che collabora presso FD Medical, le cause i rimedi per questo fastidioso disturbo. “La cistite, infi ammazione della vescica, colpisce soprattutto il sesso femminile per la diversa conformazione anatomica. Infatti,
la brevità dell’uretra femminile e la sua vicinanza alla vagina e al retto costituiscono i fattori di maggior rischio e maggior prevalenza delle infezioni urinarie nelle donne. Si calcola che circa il 25 % delle donne adulte soff ra di cistite almeno una volta l’anno”. L’assenza dell’eff etto battericida delle
secrezioni prostastiche ed altre peculiarità anatomiche sfavorevoli, come il
sito d’apertura più facilmente raggiungibile dai microrganismi fecali, aumentano la suscettibilità femminile alla cistite. L’incidenza del disturbo aumenta notevolmente con l’avanzare dell’età; si stima infatti che circa il 20-50% delle donne “over 60” ne soff ra. La causa va ricercata in alcuni problemi legati
alla menopausa, come la carenza estrogenica e le dislocazioni degli organi pelvici. Nell’uomo, senza anomalie anatomiche alle vie urinarie, la cistite si associa spesso a prostatite batterica. Anche per il sesso maschile l’incidenza di cistiti, soprattutto quelle dovute a fenomeni ostruttivi, aumenta nell’età avanzata.
I fattori predisponenti
“I principali fattori di rischio - spiega la Dottoressa Rosa - includono i rapporti sessuali, perché favoriscono il passaggio di batteri patogeni nella vagina e quindi nelle vie urinarie. Altri elementi sono la stitichezza, la sudorazione eccessiva, il freddo, l’aff aticamento fi sico e il diabete. La prevenzione
consiste soprattutto in un’accurata igiene, un abbondante apporto idrico, evitando la stipsi e infi ne assumendo frequentemente fermenti lattici”. Un posto di rilievo, nelle cause scatenanti, spetta anche ai disordini
alimentari (eccessivo consumo di caff è e bevande alcoliche) e perfi no gli indumenti troppo stretti e i tessuti sintetici, che creano un habitat favorevole. L’acidità naturale delle mucose, infatti, rappresenta un importante fattore protettivo.
Diagnosi, sintomi e cure
“La diagnosi - continua Susanna Rosa - si basa sull’esecuzione di un’urinocoltura con antibiogramma per evidenziare il germe interessato
e la relativa terapia antibiotica per la scelta del farmaco più appropriato. I batteri sono i germi più frequentemente interessati, seguiti dai virus e dalle micosi. I sintomi predominanti sono disuria e stranguria (dolore e diffi coltà alla minzione), pollachiuria ( minzione frequente e impellente), dolore in sede sovrapubica e, in alcuni casi, ematuria ( presenza di sangue nelle urine). La terapia antibiotica è la cura più appropriata, seguita poi dall’assunzione di fermenti lattici e dall’apporto di almeno 1,5 - 2 litri di acqua al giorno”. L’antibiogramma, che suggerisce la cura corretta fra diverse possibili alternative antibiotiche, è un test il cui esito può arrivare dopo qualche giorno dalla raccolta delle urine e questo può essere svantaggioso se i sintomi causano molti disturbi.
Come fare nelle forme ricorrenti?
“L’incidenza della cistite - dice la Dottoressa - aumenta con l’avanzare dell’età: è molto più bassa nell’età prepuberale, mentre con l’inizio dell’attività sessuale e le gravidanze aumenta e continua a crescere dopo la menopausa.
La probabilità di cistiti ricorrenti progredisce con l’aumentare del numero degli episodi precedenti e diminuisce tanto più lungo è stato lungo l’intervallo tra gli episodi precedenti. Una terapia antibiotica mirata al germe specifi co è la miglior prevenzione alla cistite ricorrente, accompagnata da un adeguato
apporto idrico”.
In menopausa
Sono tante le donne che, una volta entrate in menopausa, devono fare i conti in maniera ciclica con la cistite o infezioni del tratto urinario. Stando a una ricerca apparsa sull’American Journal of Medicine esistono precisi fattori di rischio che possono aumentare il pericolo di una cistite in menopausa: dal diabete a una storia di infezioni urinarie precedenti, dall’incontinenza urinaria a una vita sessuale ancora attiva. Fermo restando che il primo elemento di rischio è proprio “il trovarsi in menopausa”. Nella donna in età fertile l’ambiente vaginale è acido grazie alla presenza dei lattobacilli, batteri “buoni” che impediscono la colonizzazione e la crescita di microrganismi patogeni in vagina. In menopausa, invece, la caduta degli estrogeni provoca un’atrofi a della mucosa, che di norma ha il ruolo di “supporto” per i lattobacilli.
Un minor numero di lattobacilli si traduce in una riduzione dell’acidità vaginale e, di conseguenza, un maggior rischio di proliferazione dei germi responsabili di infezioni urinarie.
Si previene anche a tavola
L’acidità naturale delle mucose si preserva anche a partire dall’alimentazione. Particolarmente adatti i cereali integrali, le carni bianche, i formaggi leggeri e freschi, le verdure, soprattutto gli ortaggi quali cipolle, porri e aglio, dalla
spiccata azione antimicrobica. Tra gli alimenti che facilitano il transito intestinale e combattono la stipsi, fonte privilegiata di infezioni batteriche
alle vie urinarie, ricordiamo il prezzemolo, un antichissimo ed effi cace rimedio contro la cistite, da utilizzare spesso per insaporire le insalate. Meglio limitare, invece, il consumo di cibi speziati, che irritano le mucose, conserve e piatti salati; il sale, infatti, favorisce la ritenzione dei liquidi.
Attenzione ai detergenti
Detergenti e saponi intimi troppo aggressivi possono creare bruciori e fastidi.
È importante ricorrere a prodotti naturali, particolarmente indicati in caso di
prevenzione e cura della cistite. Il sapone vegetale all’olio di canapa, per esempio, è molto delicato e previene stati irritativi e infi ammatori. Contro le infezioni già in atto, invece, detergenti a base di timo o echinacea risultano di particolare effi cacia.
Un problema anche maschile
La cistite, pur essendo un problema prevalentemente femminile, può riguardare anche gli uomini. Le statistiche, infatti, rivelano che il 10% di tutte le cistiti diagnosticate riguardano uomini, con particolare riferimento a persone oltre i cinquant’anni, quando l’ipertrofi a prostatica (aumento delle dimensioni di quest’organo) provoca un ristagno dell’urina, che facilita l’insorgenza di infezioni. Dal punto di vista terapeutico i consigli fondamentali non divergono da quelli rivolti alle donne: bere grandi quantità di acqua, seguire una dieta leggera che escluda cibi piccanti e bevande alcoliche, riposo. Per alleviare il dolore o lo spasmo risultano utili farmaci ad azione analgesica e sedativa, sempre secondo prescrizione medica. (Margherita Lepri)











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