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Basta al fumo!

Smettere di fumare? Quante volte ve lo siete proposti? E quante volte ci siete ricaduti? L’approccio che vi proponiamo, attivo presso il Poliambulatorio Fd Medical Bonola di Milano, prevede un percorso psicologico, integrato, solo se necessario, dal trattamento farmacologico. Scopriamo come funziona direttamente dalle parole di due medici dello staff.



Relazioni pericolose
 
Siete stati con lei una vita e vi sembra impossibile rinunciarvi. Fa parte dei vostri ricordi di quando eravate giovani e, per le prime volte, impacciati, la tenevate tra le labbra. Ma di recente pensate a lei con disgusto e la detestate anche perché vi accorgete di non poterne fare a meno.“Allora perché non riesco a lasciarla? Mi sento stupido e incapace” vi rimproverate, anche se sapete che in certi momenti siete disposti a tutto a patto che non vi lasci quando vi sentite soli e bisognosi di sostegno.
Inizierete a pensare seriamente di chiudere questa relazione quando vi renderete conto della quantità di energie fisiche e mentali che vi sta togliendo, in cambio di una muta presenza; forse, vi dite, meritate e potete ambire a qualcosa di meglio. Adesso vi sentite più forti e decisi, non come l’altra sera quando non era in casa e vi siete precipitati fuori a mezzanotte in pantofole a cercarla. È incredibile come nell’arco di ventiquattro ore si possa cambiare atteggiamento. Ed è ancora più incredibile che quanto ho scritto finora non sia la descrizione di un rapporto sentimentale tra due persone, ma del rapporto tra un fumatore e la sigaretta, tra una persona ed un rotolino di carta “ripieno” di tabacco a cui è stato attribuito un valore altissimo: l’oggetto di per sé infatti è neutro, non ha poteri particolari; è il fumatore che glieli attribuisce inconsapevolmente; e così a seconda delle persone e delle situazioni può diventare una compagnia, un modo di scaricare lo stress, una ricompensa e chi più ne ha più ne metta…
 
Fare chiarezza
Ma allora come fare per uscire da questa “relazione pericolosa” di cui contemporaneamente si sente il bisogno e si detesta la dipendenza?  Un primo passo lo stiamo già facendo: analizziamo tutti i pensieri e gli stati d’animo che costituiscono il rapporto tra un fumatore e la “bionda”; costruiamo una storia dove prima c’erano pensieri frammentati e impariamo così a conoscere bene “il nemico”, i suoi punti di forza (quando ha la meglio su di noi  perché sentiamo di non poterne proprio fare a meno) e quelli di debolezza (quando al contrario ci sentiamo di poterne tranquillamente fare a meno). Quando la situazione si fa chiara, diventa più facile fronteggiarla momento per momento e capire come affrontare le difficoltà.
 
Tre fasi
I percorsi individuali per smettere di fumare prevedono tre livelli di lavoro: 
L’analisi delle motivazioni: con uno psicologo esperto di tabagismo si chiarisce se il periodo di vita attuale scelto per smettere di fumare è abbastanza tranquillo per pensare ad un cambiamento e si approfondiscono i pro e contro del legame con la sigaretta così come sono ‘vissuti’ da ciascun fumatore, per rafforzare il più possibile le energie che portano al cambiamento costruttivo. Si mettono delle basi solide per affrontare il percorso di disassuefazione.
Il percorso vero e proprio: incontri a cadenza settimanale per un mese, in cui si approfondisce un lavoro di analisi sul proprio modo di fumare, sul diverso valore e significato che hanno le singole sigarette nei diversi momenti della giornata; si affronta inoltre una graduale diminuzione del quantitativo di sigarette fumato fino a smettere definitivamente.
Nei casi in cui la mancanza di nicotina provochi sintomi somatici o psichici molto fastidiosi, che possono essere d’ostacolo alla cessazione del fumo, si prevede la somministrazione di sostituti nicotinici o di farmaci specifici (vareniclina e bupropione) sotto controllo medico, ma ciò  riguarda percentuali di fumatori assai limitate.
 
Il colloquio finale
È previsto inoltre un ulteriore colloquio a distanza di un mese di astinenza totale, per valutare insieme la stabilità/sicurezza del cambiamento avvenuto.
Il risultato finale è entusiasmante per un miglioramento generale della salute immediato dovuto all’abbandono dei veleni della sigaretta, ma anche perché il fumatore, da sempre  convinto che ‘lei sia più forte” fa esperienza che non è così e questo suscita una soddisfazione personale e un accresciuto senso di autostima decisamente impagabili, che a loro volta, come in un circolo virtuoso, possono portare ad altri cambiamenti di via. 
 
In sintesi, il percorso per smettere di fumare prevede:
- un incontro sulla motivazione: si valutano insieme i pro e contro dello smettere di fumare e si decide se è il momento giusto per farlo;
- quattro incontri della durata di 40 minuti con cadenza settimanale nell’arco di un mese dal seguente contenuto:
1°  settimana : che fumatore sono oggi? Evoluzione del rapporto fumatore-sigaretta; a quali funzioni assolve, introduzione al metodo di auto-osservazione (consegna calendario);
2° settimana: analisi del proprio modo di fumare e progressiva diminuzione;
3° settimana: stop al fumo: cosa accade, le strategie più efficaci, i trabocchetti del pensiero e delle emozioni (consegna materiale)
4° settimana: “grazie, non fumo” la stabilizzazione del cambiamento.
A distanza di un mese si viene richiamati per la verifica dei risultati ottenuti. 
  
(Dr.ssa  Marcella Dittrich – psicoterapeuta LILT. Collabora con FD Medical Bonola).
 
 
Smettere: come e perché 

 
In Italia i fumatori sono circa il 30% degli uomini e il 20% delle donne sopra i 15 anni. Il 75% di essi afferma di desiderare di liberarsi dalla dipendenza. 
 
Oltre a quello psico-comportamentale, che abbiamo visto nelle pagine precedenti, il metodo che gode  di maggiore credibilità  per smettere di fumare è quello  farmacologico, soprattutto se combinato a quello psicologico. La percentuale di successo per  l’approccio combinato si attesta al 20-30% a un anno di distanza dall’inizio del trattamento.
 
Il metodo farmacologico     
Il suo obiettivo è il contenimento dei sintomi di astinenza (irritabilità, insonnia, ansia, difficoltà di concentrazione, diminuzione della frequenza cardiaca, aumento dell’appetito e aumento di peso). La maggior parte dei sintomi scompare in alcuni giorni, ma il desiderio compulsivo di fumare e l’aumento dell’appetito possono persistere per settimane o mesi.  Pertanto la terapia farmacologica trova indicazione nei soggetti fumatori con dipendenza fisica medio-alta.
La dipendenza è un indice che può essere desunto dal numero di sigarette fumate giornalmente (maggiore di 10), dai markers biochimici misurabili (cotinina urinaria e ossido di carbonio nell’aria espirata) o mediante l’uso di questionari.  Il questionario più noto e utilizzato è quello di Fagerstrom in cui gli indici più sensibili di dipendenza fisica sono il numero di sigarette fumate giornalmente e l’intervallo di tempo intercorrente tra il risveglio e la prima sigaretta.
La proposta di un trattamento farmacologico deve essere fatta a tutti i soggetti  che fumano più di 10 sigarette al giorno o che risultino fortemente dipendenti al test di Fagerstrom (punteggio = o > 5/10).
I mezzi farmacologici a disposizione oggi  sono sostanzialmente di due tipi: i sostitutivi  della nicotina  e   farmaci  “ neuro modulatori”  (bupropione  e varenciclina).
 
Farmaci sostitutivi  della nicotina              
Si basano sulla proprietà della nicotina di essere assorbita a livello delle mucose (gomme masticabili, compresse sublinguali, inalatori)  e trans dermica (cerotti). La durata della terapia sostitutiva  va da 8 settimane per i cerotti,  ai 3-6 mesi per le formulazioni  ad assorbimento attraverso le mucose.
Le formulazioni attraverso le mucose permettono di ottenere un effetto picco tipico del fumo senza concentrazioni costanti della nicotina nel sangue ottenute invece con le preparazioni trans dermiche che assicurano livelli ematici stabili per alcune ore ( 16 o 24 ore a seconda del preparato).
Le controindicazioni all’utilizzo dei sostituti della nicotina sono sostanzialmente l’ipertiroidismo e  il diabete, ed è raccomandata cautela nella prescrizione in caso di accidenti cerebro vascolari  e infarto miocardico recenti, aritmie maggiori.
 
Farmaci neuro modulatori
Bupropione: diminuisce il desiderio impellente di fumare e attenua  i sintomi di astinenza La durata del trattamento è di 7 o 9 settimane, ma può prolungarsi per alcuni mesi se il rischio di ricaduta è elevato. L’efficacia del farmaco sulla disuassefazione da fumo è maggiore quando viene associato ai sostituti della nicotina per le prime settimane del trattamento.
Effetti collaterali: cefalea, disturbi del sonno, vertigini, irritazione delle mucose delle vie digestive.
Controindicazioni: patologie convulsive presenti o pregresse, diagnosi attuale o pregressa di anoressia o bulimia, cirrosi epatica, anamnesi di disturbi bipolari. La presenza di insufficienza  renale o epatica e l’età maggiore di 65 anni  richiedono la modulazione dei dosaggi.
Vareniclina: provoca una modesta stimolazione dei recettori, che mima gli effetti piacevoli della nicotina e un successivo blocco che impedisce che la nicotina, comunque assunta, provochi ulteriori effetti sui recettori. La terapia prevede un inizio graduale nei dosaggi e una durata di 12 settimane.
Effetti collaterali: il più frequente è la nausea. Sono comunque segnalati cambiamenti del comportamento e umore depresso (attribuibili in parte alla stessa sospensione della nicotina).
 
Un percorso non privo di ostacoli
Vale la pena ricordare che si tratta di un percorso  affrontato insieme a più figure  professionali, di lunghezza variabile, con possibili ricadute: l’importante è decidersi di riconoscere e affrontare il problema, alla soluzione  poi si arriva insieme. L’ambulatorio Antifumo si propone di inquadrare e gestire la disuassuefazione da fumo di ciascun  fumatore ( portatore  o meno di rischio o di danno cardiorespiratorio, al primo tentativo di smettere oppure no, affetto da altre patologie…)  grazie alla competenza di figure professionali  dedicate. 
 
I danni da fumo
I danni provocati dal fumo di sigaretta sono molteplici a carico di diversi apparati dell’organismo:
- apparato respiratorio(bronchite cronica, enfisema, asma, neoplasie polmonari e laringee, insufficienza respiratoria)
- apparato cardiocircolatorio (infarto del miocardio, cardiopatia ischemica cronica; scompenso cardiocircolatorio)
- apparato vascolare (arteriopatie  periferiche; ictus cerebri)
- apparato riproduttivo (danni fetali). 
 

Tutti i numeri
In Italia i fumatori rappresentano circa  il 30% degli uomini e il 20% delle donne  sopra i 15 anni. Il 75% di essi afferma di desiderare di liberarsi dalla dipendenza
80.000 morti all’anno sono attribuibili a fumo di sigaretta in Italia;
di questi  il 48% per patologia oncologica,
il 25% per patologia cardiovascolare,
il 17% per patologia respiratoria.
Chi  inizia a fumare a 15 anni ha una probabilità 3 volte superiore di ammalarsi di tumore rispetto a un individuo che inizia a fumare a 20 anni.
I danni indotti dal fumo di tabacco sono attribuiti a oltre 4000 prodotti tossici generati dalla combustione del tabacco e dai componenti della sigaretta; a questi si aggiungono sostanze chimiche e additivi per migliorare l’appetibilità del prodotto. Tra queste la nicotina è una sostanza con proprietà psicoattive capace di indurre dipendenza fisica. 
 

L’assuefazione da nicotina
La nicotina è un alcaloide che agisce a livello del sistema nervoso legandosi a recettori specifici localizzati in determinate aree cerebrali. L’interazione tra la nicotina e tali recettori ha effetto eccitatorio, stimolando la liberazione di neurotrasmettitori responsabili degli effetti psico-comportamentali tipici del fumo e al tempo stesso bersaglio dei farmaci utilizzati per combattere i  sintomi di astinenza . Infatti inizialmente l’impiego del tabacco è motivato dal piacere e dagli effetti psicoattivi sull’umore e sulle capacità intellettive. Con il tempo, tuttavia, si instaurano complesse modificazioni dei neuroni e dei loro recettori che portano a fenomeni di tolleranza e manifestazioni di astinenza: le dosi necessarie per ottenere gli stessi effetti aumentano e la mancanza della sostanza induce sintomi psicofisici negativi, che spingono a una nuova assunzione.
L’inquadramento del tabagismo (cioè dipendenza da tabacco) come disturbo del comportamento  caratterizzato da perdita di controllo sull’uso di una  sostanza è di grande importanza poiché porta a considerare il fumo di sigaretta come problema medico a sé stante, ancor prima che insorgano danni  organici  e invita a mobilitare l’attenzione di tutti  e a investire sulla prevenzione e sul  trattamento della dipendenza da fumo di sigaretta.  (Dr.ssa Carolina Bonfatti, pneumologa. Collabora con FD Medical di Bonola).

Dove:  Poliambulatorio FD Medical Bonola, via Quarenghi 23 Milano. tel 02.4074591. 

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