Un affondo nel benessere
Per Valentina Vezzali, asso incontrastato del fioretto mondiale, la vera fonte di benessere è la famiglia.
“Credo che il mio successo non abbia avuto alcun prezzo. La scherma mi ha fatto crescere come persona, mi ha aiutata a diventare donna, mi ha fatto conoscere mio marito. Ho dato tantissimo al fioretto, ma mi ha ripagato molto di più di quanto io stessa abbia investito”. Con queste frasi Valentina Vezzali, famosa fiorettista jesina appartenente Gruppo Sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato, da oltre 10 anni ai vertici del ranking mondiale, sintetizza una vita da record. Una carriera confermata da 3 ori olimpici individuali consecutivi, a cui si aggiungono altri 2 ori a squadre, 65 vittorie in Coppa del Mondo e una serie infinita di medaglie e trofei, sempre individuali e a squadre, conquistati durante i più importanti tornei nazionali e internazionali. Alla scherma la campionessa ha dedicato tutta se stessa fin da quando era bambina, sostenuta da una sua innata determinazione e da una famiglia che identificava in quello sportivo un ambiente sano, in grado di trasmettere alle proprie figlie valori concreti e autentiche “lezioni di vita”.
Oggi, Valentina Vezzali è diventata un simbolo per chi non si accontenta mai dei risultati raggiunti e per chi ambisce a diventare versatile quanto lei, che oltre la pedana è una moglie, del calciatore Domenico Giuliano, e una madre, di Pietro, affettuosa e attenta, capace di cimentarsi anche in molti altri ambiti, dallo spettacolo alla moda, all’impegno sociale. Una piccola grande donna che non si risparmia mai, e che si fa portavoce dei propri ideali, trasmettendoli a tutti coloro che la conoscono e la seguono con assidua ammirazione.
I diktat per l’atleta
testo: Il materiale schermistico Negrini e le scarpe speciali firmate Adidas non sono certo gli unici alleati di Valentina Vezzali quando sale in pedana. Servono esperienza, concentrazione, doti tattiche, la guida di un valido maestro, che da 20 anni è Giulio Tomassini, e una preparazione atletica di prim’ordine. “Un atleta, per mantenersi in forma e rimanere ai vertici, deve mangiar bene, che equivale a immettere carburante buono, e assumere acidi grassi essenziali come l’Omega-3”, dichiara Valentina Vezzali. “Altrettanto importante è riuscire a dormire un adeguato numero di ore. Tutti questi fattori, insieme, aiutano gli sportivi (e non solo) a rendere al meglio”. Occorre anche, inevitabilmente, costanza e predisposizione al sacrificio. “Mi alleno circa 6 ore al giorno, divise tra mattina e sera, e sostengo dalle 13 alle 15 gare all’anno, in tutto il mondo”, conferma la campionessa marchigiana. Basta trascurare questo impegno e risulta alquanto arduo recuperare un perfetto gesto atletico, ma non per lei. Grazie alla dieta Zona, quattro mesi dopo la nascita di Pietro non solo ha ripreso la sua forma e la sua potenza, ma ha anche trionfato ai Mondiali di Lipsia del 2005, guadagnando il 4° titolo mondiale individuale.
La forza di una madre
“Non è facile conciliare il ruolo di madre e di moglie con un’attività che mi porta spesso lontano dalle persone che più contano per me, ma quando le cose vengono fatte con passione e amore è possibile fare davvero tutto”, afferma Valentina Vezzali. “Per la mia carriera sportiva Pietro è un punto focale, che mi ha permesso di diventare ancora più forte. Penso sempre a lui che mi aspetta a casa quando sono in trasferta; credo che quello che faccio possa rappresentare per lui un valido modello educativo”. Un esempio da imitare non solo a livello sportivo, ma anche sul piano sociale, un impegno testimoniato dalle sue apparizioni come portavoce di diverse iniziative, tra le quali citiamo Yunga, progetto promosso dalla FAO, e l’Associazione Onlus Sclerosi Multipla. “Se ognuno di noi desse il proprio piccolo contributo, è possibile creare un mondo migliore, più adatto a far crescere serenamente i nostri figli”, considera Valentina.
Il giusto relax
Una così prestigiosa carriera sportiva coniugata a una vita familiare sembra dare poco margine alla Vezzali per godersi “il riposo del guerriero”. “Tutto il tempo libero che ho a disposizione lo passo con Pietro e con mio marito, quando non è impegnato con il calcio”, racconta Valentina. Nonostante ciò, le è ben chiaro il concetto di benessere, che persegue concedendosi di tanto in tanto dei momenti dedicati esclusivamente a se stessa. “Adoro i massaggi, in particolare lo Stonemassage, e cerco di coccolarmi con buone creme per il corpo e bagni in vasca con sali minerali, soprattutto dopo un allenamento faticoso. Spesso chiedo tanto al mio corpo, ed è necessario farlo stare bene”. Così conclude la campionessa jesina, che per il suo immediato futuro prevede la partecipazione alle Olimpiadi di Londra 2012 e, subito dopo, un fratellino o una sorellina a Pietro e più tempo da trascorrere con suo marito. “Mi sto anche lasciando anche alcune porte aperte in maniera tale da poter scegliere, in seguito, nuove strade da percorrere. Mi piacerebbe operare in ambito sportivo, magari a livello dirigenziale, giornalistico, in televisione o in radio, o addirittura a livello politico. Quando sarà il momento, deciderò”.
La Zona alimentare
Il regime alimentare adottato da Valentina Vezzali dopo la nascita di Pietro prevede l’associazione e l’assunzione di tre macronutrienti, carboidrati, proteine e grassi nella percentuale di 40/30/30. Tale regime, noto come dieta Zona, prevede anche l’uso dell’Omega-3, acido grasso essenziale che contribuisce al mantenimento dell’integrità delle membrane cellulari.
Fallo con i sassi
Letteralmente “massaggio con le pietre”, lo Stonemassage, di origine cinese ma presente anche nella tradizione Ayurvedica e dei Nativi Americani, prevede l’uso di pietre calde e/o fredde. Il trattamento produce un rinfrancante senso di benessere e relax, contribuisce a eliminare tossine e tensioni muscolari e a ossigenare i tessuti, grazie al miglioramento e alla stimolazione della circolazione sanguigna e linfatica. È consigliato anche a chi soffre di problemi legati allo stress. (di Paola Tiziana de Simone)
foto Adidas |
Oggi, Valentina Vezzali è diventata un simbolo per chi non si accontenta mai dei risultati raggiunti e per chi ambisce a diventare versatile quanto lei, che oltre la pedana è una moglie, del calciatore Domenico Giuliano, e una madre, di Pietro, affettuosa e attenta, capace di cimentarsi anche in molti altri ambiti, dallo spettacolo alla moda, all’impegno sociale. Una piccola grande donna che non si risparmia mai, e che si fa portavoce dei propri ideali, trasmettendoli a tutti coloro che la conoscono e la seguono con assidua ammirazione.
I diktat per l’atleta
testo: Il materiale schermistico Negrini e le scarpe speciali firmate Adidas non sono certo gli unici alleati di Valentina Vezzali quando sale in pedana. Servono esperienza, concentrazione, doti tattiche, la guida di un valido maestro, che da 20 anni è Giulio Tomassini, e una preparazione atletica di prim’ordine. “Un atleta, per mantenersi in forma e rimanere ai vertici, deve mangiar bene, che equivale a immettere carburante buono, e assumere acidi grassi essenziali come l’Omega-3”, dichiara Valentina Vezzali. “Altrettanto importante è riuscire a dormire un adeguato numero di ore. Tutti questi fattori, insieme, aiutano gli sportivi (e non solo) a rendere al meglio”. Occorre anche, inevitabilmente, costanza e predisposizione al sacrificio. “Mi alleno circa 6 ore al giorno, divise tra mattina e sera, e sostengo dalle 13 alle 15 gare all’anno, in tutto il mondo”, conferma la campionessa marchigiana. Basta trascurare questo impegno e risulta alquanto arduo recuperare un perfetto gesto atletico, ma non per lei. Grazie alla dieta Zona, quattro mesi dopo la nascita di Pietro non solo ha ripreso la sua forma e la sua potenza, ma ha anche trionfato ai Mondiali di Lipsia del 2005, guadagnando il 4° titolo mondiale individuale.
La forza di una madre
“Non è facile conciliare il ruolo di madre e di moglie con un’attività che mi porta spesso lontano dalle persone che più contano per me, ma quando le cose vengono fatte con passione e amore è possibile fare davvero tutto”, afferma Valentina Vezzali. “Per la mia carriera sportiva Pietro è un punto focale, che mi ha permesso di diventare ancora più forte. Penso sempre a lui che mi aspetta a casa quando sono in trasferta; credo che quello che faccio possa rappresentare per lui un valido modello educativo”. Un esempio da imitare non solo a livello sportivo, ma anche sul piano sociale, un impegno testimoniato dalle sue apparizioni come portavoce di diverse iniziative, tra le quali citiamo Yunga, progetto promosso dalla FAO, e l’Associazione Onlus Sclerosi Multipla. “Se ognuno di noi desse il proprio piccolo contributo, è possibile creare un mondo migliore, più adatto a far crescere serenamente i nostri figli”, considera Valentina.
Il giusto relax
Una così prestigiosa carriera sportiva coniugata a una vita familiare sembra dare poco margine alla Vezzali per godersi “il riposo del guerriero”. “Tutto il tempo libero che ho a disposizione lo passo con Pietro e con mio marito, quando non è impegnato con il calcio”, racconta Valentina. Nonostante ciò, le è ben chiaro il concetto di benessere, che persegue concedendosi di tanto in tanto dei momenti dedicati esclusivamente a se stessa. “Adoro i massaggi, in particolare lo Stonemassage, e cerco di coccolarmi con buone creme per il corpo e bagni in vasca con sali minerali, soprattutto dopo un allenamento faticoso. Spesso chiedo tanto al mio corpo, ed è necessario farlo stare bene”. Così conclude la campionessa jesina, che per il suo immediato futuro prevede la partecipazione alle Olimpiadi di Londra 2012 e, subito dopo, un fratellino o una sorellina a Pietro e più tempo da trascorrere con suo marito. “Mi sto anche lasciando anche alcune porte aperte in maniera tale da poter scegliere, in seguito, nuove strade da percorrere. Mi piacerebbe operare in ambito sportivo, magari a livello dirigenziale, giornalistico, in televisione o in radio, o addirittura a livello politico. Quando sarà il momento, deciderò”.
La Zona alimentare
Il regime alimentare adottato da Valentina Vezzali dopo la nascita di Pietro prevede l’associazione e l’assunzione di tre macronutrienti, carboidrati, proteine e grassi nella percentuale di 40/30/30. Tale regime, noto come dieta Zona, prevede anche l’uso dell’Omega-3, acido grasso essenziale che contribuisce al mantenimento dell’integrità delle membrane cellulari.
Fallo con i sassi
Letteralmente “massaggio con le pietre”, lo Stonemassage, di origine cinese ma presente anche nella tradizione Ayurvedica e dei Nativi Americani, prevede l’uso di pietre calde e/o fredde. Il trattamento produce un rinfrancante senso di benessere e relax, contribuisce a eliminare tossine e tensioni muscolari e a ossigenare i tessuti, grazie al miglioramento e alla stimolazione della circolazione sanguigna e linfatica. È consigliato anche a chi soffre di problemi legati allo stress. (di Paola Tiziana de Simone)










