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La ginnastica è BIO

Chi l’ha detto che per essere in forma bisogna necessariamente sudare davanti a pesi e bilancieri? Una delle tendenze più nuove nel fitness è il benessere dolce ovvero metodologie di lavoro sul corpo che integrano tecniche occidentali e orientali.



Oggi il benessere è sempre più inteso come equilibrio olistico e globale, in cui la persona viene considerata nella sua unità di corpo e mente. Il corpo è un’estensione del nostro io interiore e riflette tensioni fisiche e psichiche, stress, traumi e incidenti che nel tempo si tramutano in irrigidimenti e blocchi muscolari (e quindi energetici). Questi squilibri sono spesso le cause di dolori (come cervicalgie, lombalgie, sciatica, crampi...), posture alterate (cifosi, iperlordosi, scoliosi, ginocchio valgo, piede piatto…) ma anche di problemi a carico dell'apparato osseo-scheletrico (artrite, artrosi, discopatie, ernie…) o alterazioni fisiologiche (gonfiori, cellulite, cattiva circolazione…). 
 
Tre fasi
Una delle proposte innovative di ‘benessere dolce’ è quella della Bioginnastica® (www.bioginnastica.it), nata da una ricerca personale dell’ideatrice del metodo, Stefania Tronconi. Si tratta di un’innovativa metodologia di lavoro sul corpo che integra tecniche occidentali e orientali, che vuole essere un “cammino dal corpo fisico al corpo interiore, e dal corpo interiore all’essere, sino a che l’energia ricomincia a circolare e a dare forza, coraggio e vitalità”. Un’intera lezione di questa nuova metodologia si suddivide in tre fasi distinte: ascolto e percezione corporea, decontrazione (grazie all’uso di palline o tubi, a seconda dei muscoli coinvolti) e infine allungamento muscolare. Volendo si può aggiungere una fase più ludica, nel finale, che prevede massaggi e piccoli esercizi da eseguire in coppia. Come sostiene Stefania Tronconi oggi c’è la necessità di superare il concetto di fitness, ossia della ginnastica richiesta dalla società dell’ultimo millennio che pretende bellezza e perfezione, ed è arrivato il momento del wellness. La nostra società, in crisi sia di ideali sia di passioni, cerca anche nella ginnastica un modo per stare meglio con se stessi e con gli altri. I termini ‘benessere’ e ‘armonia’, concetti ormai di moda e a volta abusati dai media, rappresentano in realtà l’espressione del bisogni di una società alla ricerca di una maggiore qualità della vita. La Bioginnastica non allena quindi  semplicemente i singoli muscoli ma entra nel corpo per risvegliare le nostre percezioni fisiche e psico-emotive. Questo percorso è fattibile solo con un andamento a ritroso, che ci rende consapevoli, per vedere che cosa ci ha allontanato da noi stessi. 
 
Ascoltare il corpo
Nel suo libro Bioginnastica (red, E 12,50), Stefania Tronconi racconta  che da ragazzina era stata considerata dai medici afflitta da vari problemi di accrescimento: minuta, gracile, con problemi di ginocchia valghe prima e di scoliosi dopo. Sentendosi prigioniera di una rigidità e di una incapacità di esternare il proprio ‘io’ interiore, si iscrive prima a danza, per ritrovare l’armonia dei movimenti, e poi all’Istituto Superiore di Educazione Fisica. Ciononostante non riesce a trovare le risposte che si aspetta, anzi sente che la rigidità fisica aumenta e addirittura i disturbi si accentuano con mal di schiena, gambe pesanti, gonfiore del ventre… Approdata poi finalmente alla psicomotricità e alla medicina non convenzionale, esce da una visione meccanica del movimento, per capire che il corpo va ‘ascoltato’ e assecondato. Elabora quindi il metodo, oggi marchio registrato, della Bioginnastica. 
 
Percezione consapevole
Ma cosa ci propone questo metodo per riportare il corpo al suo stato naturale di equilibrio e salute? Innanzitutto occorre fare un lavoro di analisi per vedere che cosa ci ha allontanato dal nostro corpo, dalla nostra natura, dalle nostre sensazioni fisiche ed emozionali... Dove sono? Che cosa conosco del mio corpo? Dove percepisco le mie sensazioni emotive? Come vivo fisicamente? Qual è la mia postura naturale e nelle varie situazioni della mia vita quotidiana? Bisogna ascoltarsi: quando non siamo in grado di fermarci, il corpo interviene con il dolore e la malattia. Lo scopo della Bioginnastica è proprio quello di farci intraprendere un cammino che parte dalla storia del corpo e procede attraverso la consapevolezza e la conoscenza, ci fa guardare alle nostre problematiche fisiche senza illuderci di poterle far sparire ma ci insegna a prenderci cura di noi, con la consapevolezza che se percorriamo la strada corretta, il corpo ce ne darà conferma e troveremo sempre più benefici. Un ottimo esercizio di  percezione del corpo è quello che suggerisce Stefania Tronconi da fare davanti allo specchio:in piedi, in una posizione comoda e possibilmente con i piedi paralleli, osservare un punto davanti a noi e sentire come si stà nella stazione eretta, percepire la stabilità del corpo a partire dai piedi, poi le gambe, il bacino, il torace, la posizione delle spalle, sino alla testa. E prendersi qualche minuto per ascoltare il proprio corpo, cercando di sentire ogni parte del corpo, dalla schiena, al bacino, alle gambe… Sempre tenendo gli occhi chiusi, immaginare di disegnare la sagoma del nostro corpo: com’è questa sagoma? Poi, riaprire gli occhi: ciò che vediamo allo specchio rappresenta la realtà della nostra percezione? 
 
Decontrazione e automassaggio
Gran parte delle problematiche legate al nostro corpo sono connesse alle rigidità accumulate nelle fasce muscolari e nelle articolazioni, che impediscono la fluidità dei movimenti e il passaggio dell’energia vitale, come ci ricordano le teorie di medicina orientale. La Bioginnastica mira a rilassare queste zone e a massaggiarle con l’ausilio anche di una pallina di gommapiuma che viene strategicamente collocata sotto determinati punti.
Ecco allora una sequenza per il lavoro sugli arti inferiori, spesso dolenti per varie problematiche: sdraiati supini, con le gambe piegate. Flettere la gamba destra al petto e poi estenderla verso l’alto; riportarla a terra. Ripetere con la gamba sinistra e poi sentire come sono le gambe: leggere o pesanti, flessibili o rigide? Estendere le gambe sul pavimento lentamente e ascoltare se la zona lombare si inarca molto. Poi, ripiegare le gambe, prendere una Biopalla (pallina di gommapiuma studiata per la Biogionnastica) e porla sotto il gluteo destro; provare a basculare il bacino. Eseguire il movimento per qualche minuto, senza interruzioni. Spostare la palla più in alto, portare il ginocchio destro verso il petto, prendere con la mano il ginocchio, ruotare l’anca ampliando sempre più il movimento; cercare di condurre il movimento con il braccio, senza impegnare troppo la gamba. Tendere la gamba destra verso l’alto,
mettere le mani dietro la coscia e massaggiare tutta la parte posteriore della gamba, dall’anca sino al ginocchio.
Intrecciare le mani dietro la coscia e sentire il peso della gamba nelle mani; poi, da questa posizione, provare a farle descrivere dei cerchi. Riportare la gamba a terra. A questo punto ripetere la serie dei movimenti a sinistra. 
 
Allungamento e bonificazione
C’è una parte del nostro corpo in particolare, la colonna, che sostiene tutto il corpo, evitando che si accasci sotto il suo stesso peso. Questa ricerca di equilibrio e di forza porta a una continua e costante contrazione dei muscoli dorsali, che nel tempo si irrigidiscono e si accorciano. La Bioginnastica propone una semplice sequenza di lavoro di allungamento per la schiena: supini, provare a far aderire la zona lombare al pavimento (retroversione del bacino). Muovere liberamente la zona lombare, come viene spontaneo, e cercare di percepire se il movimento è fluido. Spostare l’attenzione sulla zona cervicale. Provare a fare segno di ‘sì’,portando il mento verso lo sterno e poi far cenno di ‘no’, tenendo il capo ben rilassato a terra. Poi provare a muovere tutta la colonna come fosse un serpente. Prendere una palla di gommapiuma (Biopalla) e metterla sotto il coccige. Provare a oscillare basculando il bacino concentrandosi sul movimento delle vertebre lombari. Lasciare la zona lombare verso terra e porre le mani sul ventre; respirare sentendo il respiro sotto le mani e, rilassando tutti i muscoli lombari e dei glutei, lasciare che la zona lombare ‘accolga’ il ventre. Lasciando la zona lombare a terra provare a muovere il sacro e il coccige liberamente, senza irrigidire le gambe. Porre la palla sotto il capo, un po’ in alto, in modo che il mento cada verso lo sterno. Chiudere gli occhi e abbandonare il peso del cranio sulla palla; inspirare dal naso ed espirare soffiando l’aria.