Difendersi meditando
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Chi vede praticare il Tai Chi per la prima volta, ha l’impressione di assistere a una lenta danza silenziosa. In realtà è un’antica arte marziale cinese, praticata ancora oggi da milioni di orientali, che apporta benefici al corpo e alla mente. La disciplina è basata sul concetto taoista di Yin-Yang, l’eterna alleanza degli opposti. Nato come sistema di autodifesa, il significato letterale di Tai Chi Chuan è “suprema arte del combattimento”, si è trasformato nel corso dei secoli in una raffinata forma di esercizio per la salute e il benessere. La pratica rigorosa e costante di queste tecniche rende il corpo più agile e armonioso, migliora la postura e ha un effetto benefico sul sistema nervoso e la circolazione. Inoltre, data la lentezza e la morbidezza dei movimenti, può essere praticato da chiunque e qualsiasi età.
Muoversi con consapevolezza
L’esecuzione del Tai Chi Chuan consiste principalmente nello svolgimento di una serie dimovimenti lenti e circolari che mimano la lotta contro un opponente immaginario. Nel corso dei secoli si sono diffusi diversi stili (Chen, Yang, Sun, Wu, Wod, Hao), i più popolari sono lo Yang e il Chen. Il primo è il più praticato, perché il Chen richiede una preparazione più complessa ed esigente. Oltre ai concetti dello Yin e dello Yang, l’espressione che descrive queste tecniche risiede nel concetto di “Forma”, un sistema di movimenti eseguiti in modo fluido, lento e senza interruzioni. Le due principali sequenze sono: la Forma lunga, conosciuta anche come i 108 movimenti e creata molti secoli fa, che può durare fino a 45 minuti, e la Forma breve, che si può eseguire in sei minuti ed è costituita da 24 posizioni. Lo studio inizia con la sequenza di movimenti detta Forma lenta. Progressivamente si introducono altri movimenti e si apprendono i principi fondamentali: si impara ad acquietare la mente, a muovere il corpo in modo consapevole e a calmare il respiro. La respirazione è, infatti, un altro concetto fondamentale di questa disciplina millenaria. Secondo gli insegnamenti del Tai Chi, per una efficace respirazione bisogna avvalersi in modo consapevole dell’utilizzo del diaframma, muscolo a forma di cupola posizionato tra la cavità toracica e quella addominale. La respirazione diaframmatica deve essere coordinata ai movimenti e diretta da una mente libera.
Un delicato equilibrio
La medicina orientale si basa su una fisiologia differente da quella occidentale. Secondo tale disciplina, le due energie Yin e Yang formano e consentono il funzionamento di tutti gli organi del corpo umano. Questi sono in comunicazione fra loro attraverso particolari canali energetici chiamati “meridiani”. La patologia si verifica quando si presentano blocchi nei meridiani che impediscono lo scorrere dell’energia. Il Tai Chi Chuan, con i suoi movimenti fluidi e armoniosi,rende più flessibili le articolazioni, elimina i blocchi cronici e rende più scorrevole il flusso energetico. Nonostante la distanza che separa la cultura orientale dalla nostra, alcuni benefici dell’antica tecnica cinese sono stati riconosciuti anche in occidente. Il Tai Chi favorisce il rilassamento mentale e la concentrazione, elimina lo stress e migliora la mobilità articolare allungando e distendendo i tendini, aumenta la profondità della respirazione con una conseguente ossigenazione del corpo ottimale, previene alcune malattie aumentando la resistenza e la forza dell’organismo, previene osteoporosi, contribuisce ad alleviare i dolori causati da problemi alla schiena e alle spalle. Si è dimostrato anche un forte aiuto psicologico per persone introverse producendo una graduale estroversione verso gli altri.
La leggenda
La nascita della tecnica del Tai Chi Chuan è legata a una leggenda. Si narra che intorno al 1200 sulle pendici del monte Wu Tang vivesse un monaco taoista di nome Chang San Feng, esperto di arti marziali. Un giorno, assistendo al combattimento tra una gazza e un serpente, comprese come la sinuosità circolare del serpente fosse particolarmente efficace di fronte ai diretti attacchi del volatile. Il monaco studiò così questa morbida arte, che non basa le speranze di vittoria del praticante sulla sua contrapposizione muscolare, ma sull’utilizzo di forze interne e sottili che guidano sulla strada dell’armonia e della fluidità. Chang San Feng fece proprio l’insegnamento del mondo della natura “evitare di fare forza contro forza”, approdato fino ai giorni nostri. Sempre legata a una leggenda, è la nascita dei due principali stili di Tai Chi: il Chen e lo Yang. Si racconta che nel XIX secolo la famiglia Chen, nella provincia di Ho Nan, praticasse uno stile proprio di Tai Chi Chuan, e che questo stile fosse stato tramandato solamente ai familiari come utile sistema di difesa del villaggio in cui vivevano. Pare che un servitore, Yang Lu Ch'an, fosse rimasto affascinato dalle tecniche marziali che riuscì ad osservare di nascosto. Nel tempo libero le ripeteva studiandole assiduamente, ma un giorno fu scoperto dalla famiglia. Invece di punirlo, rimasero tutti impressionati dalle capacità e dalla passione per quell’arte. Decisero così di permettergli di continuare gli studi insieme a loro. In questo modo, tale arte passò da Yang Lu Ch'an ai suoi figli e poi al nipote, Yang Cheng Fu, che ne modificò e ne semplificò diverse posizioni al fine di creare e diffondere una valida pratica riequilibrante a livello energetico, dagli innumerevoli aspetti positivi per corpo e mente, che fosse fruibile da tutti.
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