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Correre? Si, grazie...



Correre? Sì, grazie…

 
Il segreto per mantenere (o ritrovare…) la forma? Semplice: correre. Possibilmente all’aperto, nei parchi, divertendosi. Perché correre fa bene (al corpo e allo spirito), è ecologico, fa socializzare. Provare per credere… (di Simona Recanatini)

Ore sette: via dall’ufficio, dal computer, dal caos. Basta infilarsi le scarpe da corsa, uscire all’aperto, direzione parco, e “respirare” le ultime ore di luce per sentirsi subito meglio. Arriva da più parti il consiglio di concludere la giornata con una bella corsetta, soprattutto in questa stagione: complici il cielo terso, i colori e i profumi della primavera, dovrebbe scattare in automatico la voglia di muoversi e di ossigenarsi. Basta trovare i giusti stimoli, sfruttando l’aria tiepida e la voglia di smaltire qualche chiletto accumulato durante l’inverno. La corsa, però, non si può improvvisare: anche se correre sembra in apparenza l’attività più semplice del mondo, è in realtà uno sport in continua evoluzione, dai metodi ai modelli, senza dimenticarsi, ovviamente, dell’attrezzatura e dell’alimentazione, due componenti basilari.

Una sfida a se stessi

La corsa fa parte della natura degli esseri umani: è dentro ciascuno di noi. Correre significa soprattutto provare l’emozione particolare di ascoltarsi e di interpretare ogni segnale che arriva dal proprio corpo. Dunque, mai come in questa stagione, anche chi non l’ha mai fatto prima, può cimentarsi nell’attività all’aria aperta per eccellenza. “Chiunque sia in buona salute è in grado di correre” sostiene a tal proposito Amby Burfoot, editor di Runner’s World, la rivista sulla corsa più venduta al mondo e autore di diversi libri (tra cui “Il grande libro della corsa. Correre per dimagrire, restare in forma, gareggiare: tutto quello che devi sapere”, Sperling & Kupfer, e 18). “Correre è facile e produrrà cambiamenti positivi in tutta la vostra vita. Sempre più studi scientifici, infatti, confermano i benefici del fitness ad alti livelli” prosegue. “Correndo potrete perdere peso, ridurre la pressione sanguigna e il rischio di diabete e di malattie cardiache. Ma questi sono solo i cambiamenti a livello fisico. Nello stesso tempo vi sentirete più energici, meno depressi e più entusiasti della vita e di ciò che vi può offrire”. E soprattutto: “Correte sfidando soltanto voi stessi, e finché continuerete a correre sarete vincitori”.

Stretching e riscaldamento

Per partire con il piede giusto, bisogna poter contare su una buona attrezzatura tecnica, scarpe prima di tutto. Che devono essere leggere, per non appesantire il piede e causare dolori al polpaccio. È praticamente vietato correre con scarpe progettate per altre attività sportive e con calzature consumate o con la suola sottile. Per scegliere la scarpa giusta, basta rivolgersi a un negozio specializzato e chiedere la consulenza del personale.
Se dovete comprarne un nuovo paio, fatelo nel tardo pomeriggio, quando il piede è più gonfio...perché durante la corsa tende proprio a gonfiarsi. Ricordate poi che le scarpe vanno sostituite dopo 650, massimo 800 km di corsa. Inoltre, è importante fare qualche esercizio di stretching prima di iniziare a correre (ma soprattutto alla fine dell’allenamento!), per ridurre l’irrigidimento muscolare e trovare un’andatura più confortevole. Fondamentale poi l’abitudine di riscaldarsi bene prima di correre. E alla fine del running, rallentare il passo dopo la corsa facilita il recupero fisico.
Ma qual è la postura corretta per la corsa? Bisogna tenere la schiena ben dritta, senza piegarsi in avanti o all’indietro, e cercare di fare passi non troppo lunghi poiché potrebbero comportare sforzi eccessivi per le ginocchia. Importante è correre puntando lo sguardo a circa 2-3 metri davanti a noi, tenendo le braccia rilassate lungo il corpo, mantenendo un’andatura naturale e confortevole. Anche le spalle devono restare basse e rilassate, libere di muoversi.

La strada giusta

Oltre all’abbigliamento tecnico, alle scarpe, al riscaldamento e alla postura, bisogna prestare attenzione al terreno: meglio optare per una superficie morbida, come erba o terra battuta. Nei parchi, evitare le stradine inclinate lateralmente perché possono danneggiare la pianta dei piedi, causando dolori muscolari o traumi. Perfetta, invece, la presenza di saliscendi, in particolare per i runner più allenati: dal punto di vista fisico aiutano ad aumentare la forza muscolare e quella cardiovascolare mentre dal punto di vista psicologico i saliscendi aggiungono un tocco di sfida all’allenamento e si rivelano una buona risorsa contro la noia. E correre in salita e in discesa aggiunge brio al proprio programma di allenamento. È meglio evitare di correre sempre su un unico tipo di terreno poiché si aumenterebbe la sindrome “da usura”: variando le superfici anche le sollecitazioni saranno diverse. Cambiare superficie aiuta a prevenire gli infortuni lasciando a riposo alcuni muscoli e articolazioni, rafforzandone allo stesso tempo altri. L’importante è variare con intelligenza e gradualità, facendo tratti brevi.
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