Andiamoci piano
Dallo slow food allo slow sex, passando per la slow fashion e lo slow parenting: prendersela con più calma aiuta a lavorare, pensare vivere meglio.
“Vivere slow” è il nuovo suggerimento di filosofi, sociologi, psicologi e intellettuali. Un invito a ritmi più blandi rispetto a quelli che ci concediamo abitualmente. Nell’era del “tutto e subito” dove ognuno di noi è preso dall’incalzare del quotidiano e dalla frenesia, c’è chi riscopre il piacere di rallentare e godere i momenti e i piccoli grandi piaceri della vita. Correre per guadagnare di più, guadagnare di più per essere più felici. È corretto? No.
Gli studi recenti dicono che la felicità non aumenta all’aumentare del reddito. Ci sono altri modi per essere felici e in pace con sé stessi, in primis vivere il momento senza pensare già a quello successivo. Studiosi, psicologi e intellettuali ci invitano a ritmi più blandi, alla vita mediterranea, lenta del sud, in opposizione alla frenesia e all’orientamento ai risultati del nord.
Da sempre si analizzano e si esplorano i rapporti che l’uomo ha intrattenuto con il concetto del tempo; oggi l’analisi è improntata a un vademecum per allenarsi a vivere meglio, migliorando la possibilità e la capacità di assaporare, rallentare, godere.
Ma dove corri?
Per anni la parola d’ordine è stata la rapidità. Viviamo in un mondo dominato dalla ipervelocità incui tutti vanno sempre di corsa e dove la nostra vita è una perenne rincorsa a trovare il modo e soprattutto il tempo per fare tutto e di più. Ci sentiamo costretti a raggiungere risultati e traguardi che il giorno dopo abbiamo già abbandonato o dimenticato. Si ha sempre l’impressione di non riuscire a stare dietro al vortice della realtà. La corsa contro il tempo non risparmia nulla: il lavoro, le amicizie, gli affetti, la salute. Siamo talmente ossessionati dall’efficienza e dalla produttività che la persona o la cosa che ci rallenta a volte diventa un ostacolo da superare. Stiamo davvero vivendo o ci facciamo vivere? È ora di riappropriarci di ogni attimo, di vivere più lentamente, di vivere “Slow”.Il termine “slow” (“piano”) non significa che si debba vivere alla velocità di una lumaca, non sempre infatti più piano vuol dire più bello e meglio. Quello che serve è riuscire a trovare un equilibrio tra la rapidità e la lentezza. Non è necessario infilare sempre più cose in ogni ora, minuto e secondo, bensì fare meno cose e meglio per godersele in po’ di più.
Questo nuovo modo di vivere, rallentando i ritmi, sta conquistando sempre più persone in ogni parte del mondo e sta diventando una filosofia di vita tanto che cominciano a moltiplicarsi iniziative e definizioni e movimenti preceduti dal prefisso “Slow” sia in Italia che all’estero. Vediamone alcuni.
SLOW FOOD
Pioniere nel nostro paese è stato Carlo Petrini che più di vent’anni fa ha fondato l’omonimo movimento, nato per promuovere il diritto al piacere dello stare a tavola e di assaporare e gustare i prodotti della nostra terra rimanendo fortemente attaccato alle radici della tradizione culinaria italiana. Oggi sono 80 mila i soci, soci in 50 Paesi diversi. (www.slowfood.com)
SLOW FASHION
Buongusto a tavola ma anche buongusto nel vestire. Oggigiorno la moda è sempre più orientata verso l’utilizzo di fibre naturali, animali e vegetali. Lana, cachemire, alpaca, juta, seta, cotone, lino ecc. vengono preferite dagli stilisti al posto delle fibre artificiali e sintetiche ed ai coloranti artificiali. Basta quindi con vestiti usa e getta, sottocosto e di pessima qualità, che durano poco più di una stagione e che ci portano a cambiare guardaroba ogni anno, alimentando un consumismo sfrenato e la mania dello shopping del sabato pomeriggio.
SLOW FITNESS
Anche il mondo dello sport è stato contagiato dalla filosofia della lentezza. Lo Slow Fitness sta appassionando sempre più sportivi e non. Il movimento del proprio corpo rimane la base ma rispetto a quanto accade per lo step o per lo spinning al centro non è più l’attrezzo, ma la persona e l’obiettivo è quello di far lavorare il corpo insieme con la mente per raggiungere un benessere sia fisico che mentale.
SLOW PARENTING
Fare i genitori lentamente. In sostanza, prendersela con calma su come crescere i figli senza sovraccaricarli di impegni ed obblighi. Un ritorno alla naturalezza nell’educazione e nella condivisione con loro di momenti di piacevole tranquillità e, perché no, anche di noia! Basta con l’ansia di perfezione e di perfezionare i propri figli che, se allevati in un certo modo garantiranno ottimi risultati in futuro. Basta con pomeriggi passati ad accompagnare i pargoli alle lezioni di danza, nuoto, calcetto, inglese, pianoforte, ecc. i bambini hanno bisogno di tempo libero non programmato per ricaricarsi e per imparare a pensare in modo creativo e soprattutto per socializzare. In America ci sono scuole che organizzano giornate in cui non vengono assegnati compiti a casa e tutte le attività extrascolastiche sono annullate per dare ai bambini il tempo per rilassarsi, giocare e oziare.
SLOW SEX
Ricordate quello che si diceva di Sting e delle sue performance amorose che duravano ore ed ore? A quanto pare erano solo pettegolezzi, ma hanno fatto tendenza: adesso sono moltissime le coppie di tutto il mondo, Italia compresa, che partecipano a seminari dove si insegna l’arte del sesso senza fretta.
Il guru dello “Slow Movement”
Il giornalista Carl Honoré, autore del famoso best seller “E vinse la Tartaruga”, tradotto in più di 20 lingue, è da molti riconosciuto come il vero e proprio guru del movimento della lentezza. Ex lavoratore indefesso ed intransigente con l’agenda piena fitta di impegni ha capito che c’era qualcosa di sbagliato nel modo di vivere suo e di altre milioni di persone nel momento in cui si era reso conto che leggendo una favola per il proprio bambino saltava le pagine per andare più veloce. Questo campanello d’allarme ha segnato l’inizio di una ricerca, personale e professionale, verso un modo di vita più “lento” ed equilibrato, che lo ha portato a scrivere un libro amato da molti, segno evidente che molta gente sente il bisogno di rallentare. (Lavinia Borea)
Prendetevi il tempo necessario per leggere e riflettere
"Gli uomini che hanno potere dovrebbero scendere dalle auto blindate e iniziare a passeggiare. Una passeggiata vuol dire essere restituiti alla strada e alla nudità casuale delle persone, guardare gli alberi, i palazzi o il mare, inseguire pensieri spesso splendidamente banali. Passeggiare vuol dire avere un cane per amico, oppure un amico libero come un cane, con cui parlare di tutto, uno che ti ascolta e ha voglia di perdere tempo con te. Passeggiare è interrogare il cielo, chiedersi se quelle nuvole stanno per arrivare o invece se ne stanno andando, assaggiare l'aria con il naso e con la pelle, d'estate cercare l'ombra e d'inverno il sole. Passeggiare è commentare i titoli dei giornali con uno che non conosci, indicare la strada a un passante, ricordarsi di comprare qualcosa prima di tornare. Passeggiare è imbattersi in chi non t'aspetti, oppure in qualcuno che attendi al varco, è fermarsi al bar e guardare la gente che passa, parlare con chiunque dell'ultima partita tanto per scambiarsi calore. Passeggiare è giocare dolcemente con la giornata, decidere che ne puoi perdere un pezzo perchè lo vuoi guadagnare. Passeggiare è il piacere dell'anonimato e quello della compagnia, incrociare gente che non conosci e facce note, salutare o non salutare, attraversare la strada per incontrare o per evitare, quando non prevedi duetti e preferisci l'assolo."
(Tratto da "Il pensiero meridiano", di Franco Cassano, edizioni Laterza, Bari).
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Gli studi recenti dicono che la felicità non aumenta all’aumentare del reddito. Ci sono altri modi per essere felici e in pace con sé stessi, in primis vivere il momento senza pensare già a quello successivo. Studiosi, psicologi e intellettuali ci invitano a ritmi più blandi, alla vita mediterranea, lenta del sud, in opposizione alla frenesia e all’orientamento ai risultati del nord.
Da sempre si analizzano e si esplorano i rapporti che l’uomo ha intrattenuto con il concetto del tempo; oggi l’analisi è improntata a un vademecum per allenarsi a vivere meglio, migliorando la possibilità e la capacità di assaporare, rallentare, godere.
Ma dove corri?
Per anni la parola d’ordine è stata la rapidità. Viviamo in un mondo dominato dalla ipervelocità incui tutti vanno sempre di corsa e dove la nostra vita è una perenne rincorsa a trovare il modo e soprattutto il tempo per fare tutto e di più. Ci sentiamo costretti a raggiungere risultati e traguardi che il giorno dopo abbiamo già abbandonato o dimenticato. Si ha sempre l’impressione di non riuscire a stare dietro al vortice della realtà. La corsa contro il tempo non risparmia nulla: il lavoro, le amicizie, gli affetti, la salute. Siamo talmente ossessionati dall’efficienza e dalla produttività che la persona o la cosa che ci rallenta a volte diventa un ostacolo da superare. Stiamo davvero vivendo o ci facciamo vivere? È ora di riappropriarci di ogni attimo, di vivere più lentamente, di vivere “Slow”.Il termine “slow” (“piano”) non significa che si debba vivere alla velocità di una lumaca, non sempre infatti più piano vuol dire più bello e meglio. Quello che serve è riuscire a trovare un equilibrio tra la rapidità e la lentezza. Non è necessario infilare sempre più cose in ogni ora, minuto e secondo, bensì fare meno cose e meglio per godersele in po’ di più.
Questo nuovo modo di vivere, rallentando i ritmi, sta conquistando sempre più persone in ogni parte del mondo e sta diventando una filosofia di vita tanto che cominciano a moltiplicarsi iniziative e definizioni e movimenti preceduti dal prefisso “Slow” sia in Italia che all’estero. Vediamone alcuni.
SLOW FOOD
Pioniere nel nostro paese è stato Carlo Petrini che più di vent’anni fa ha fondato l’omonimo movimento, nato per promuovere il diritto al piacere dello stare a tavola e di assaporare e gustare i prodotti della nostra terra rimanendo fortemente attaccato alle radici della tradizione culinaria italiana. Oggi sono 80 mila i soci, soci in 50 Paesi diversi. (www.slowfood.com)
SLOW FASHION
Buongusto a tavola ma anche buongusto nel vestire. Oggigiorno la moda è sempre più orientata verso l’utilizzo di fibre naturali, animali e vegetali. Lana, cachemire, alpaca, juta, seta, cotone, lino ecc. vengono preferite dagli stilisti al posto delle fibre artificiali e sintetiche ed ai coloranti artificiali. Basta quindi con vestiti usa e getta, sottocosto e di pessima qualità, che durano poco più di una stagione e che ci portano a cambiare guardaroba ogni anno, alimentando un consumismo sfrenato e la mania dello shopping del sabato pomeriggio.
SLOW FITNESS
Anche il mondo dello sport è stato contagiato dalla filosofia della lentezza. Lo Slow Fitness sta appassionando sempre più sportivi e non. Il movimento del proprio corpo rimane la base ma rispetto a quanto accade per lo step o per lo spinning al centro non è più l’attrezzo, ma la persona e l’obiettivo è quello di far lavorare il corpo insieme con la mente per raggiungere un benessere sia fisico che mentale.
SLOW PARENTING
Fare i genitori lentamente. In sostanza, prendersela con calma su come crescere i figli senza sovraccaricarli di impegni ed obblighi. Un ritorno alla naturalezza nell’educazione e nella condivisione con loro di momenti di piacevole tranquillità e, perché no, anche di noia! Basta con l’ansia di perfezione e di perfezionare i propri figli che, se allevati in un certo modo garantiranno ottimi risultati in futuro. Basta con pomeriggi passati ad accompagnare i pargoli alle lezioni di danza, nuoto, calcetto, inglese, pianoforte, ecc. i bambini hanno bisogno di tempo libero non programmato per ricaricarsi e per imparare a pensare in modo creativo e soprattutto per socializzare. In America ci sono scuole che organizzano giornate in cui non vengono assegnati compiti a casa e tutte le attività extrascolastiche sono annullate per dare ai bambini il tempo per rilassarsi, giocare e oziare.
SLOW SEX
Ricordate quello che si diceva di Sting e delle sue performance amorose che duravano ore ed ore? A quanto pare erano solo pettegolezzi, ma hanno fatto tendenza: adesso sono moltissime le coppie di tutto il mondo, Italia compresa, che partecipano a seminari dove si insegna l’arte del sesso senza fretta.
Il guru dello “Slow Movement”
Il giornalista Carl Honoré, autore del famoso best seller “E vinse la Tartaruga”, tradotto in più di 20 lingue, è da molti riconosciuto come il vero e proprio guru del movimento della lentezza. Ex lavoratore indefesso ed intransigente con l’agenda piena fitta di impegni ha capito che c’era qualcosa di sbagliato nel modo di vivere suo e di altre milioni di persone nel momento in cui si era reso conto che leggendo una favola per il proprio bambino saltava le pagine per andare più veloce. Questo campanello d’allarme ha segnato l’inizio di una ricerca, personale e professionale, verso un modo di vita più “lento” ed equilibrato, che lo ha portato a scrivere un libro amato da molti, segno evidente che molta gente sente il bisogno di rallentare. (Lavinia Borea)
Prendetevi il tempo necessario per leggere e riflettere
"Gli uomini che hanno potere dovrebbero scendere dalle auto blindate e iniziare a passeggiare. Una passeggiata vuol dire essere restituiti alla strada e alla nudità casuale delle persone, guardare gli alberi, i palazzi o il mare, inseguire pensieri spesso splendidamente banali. Passeggiare vuol dire avere un cane per amico, oppure un amico libero come un cane, con cui parlare di tutto, uno che ti ascolta e ha voglia di perdere tempo con te. Passeggiare è interrogare il cielo, chiedersi se quelle nuvole stanno per arrivare o invece se ne stanno andando, assaggiare l'aria con il naso e con la pelle, d'estate cercare l'ombra e d'inverno il sole. Passeggiare è commentare i titoli dei giornali con uno che non conosci, indicare la strada a un passante, ricordarsi di comprare qualcosa prima di tornare. Passeggiare è imbattersi in chi non t'aspetti, oppure in qualcuno che attendi al varco, è fermarsi al bar e guardare la gente che passa, parlare con chiunque dell'ultima partita tanto per scambiarsi calore. Passeggiare è giocare dolcemente con la giornata, decidere che ne puoi perdere un pezzo perchè lo vuoi guadagnare. Passeggiare è il piacere dell'anonimato e quello della compagnia, incrociare gente che non conosci e facce note, salutare o non salutare, attraversare la strada per incontrare o per evitare, quando non prevedi duetti e preferisci l'assolo."
(Tratto da "Il pensiero meridiano", di Franco Cassano, edizioni Laterza, Bari).











