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Zona, la dieta della salute



È finito il tempo in cui dieta voleva solo dire perdere peso. Oggi sappiamo che la nutrizione è prima di tutto una questione di benessere. Anche quando si tratta di una dieta che fa tendenza, come la Zona .
 

Da sempre la nutrizione è associata all’estetica e all’idea di “dieta dimagrante”. La maggior parte delle persone, almeno fino a qualche tempo fa, prestava attenzione all’alimentazione solo ed esclusivamente nel momento in cui vi era un problema di peso eccessivo. Questo modo di pensare è molto limitante verso quello che è il vero ruolo della nutrizione nel raggiungimento e nel mantenimento dello stato non solo di benessere, ma anche di vera salute.
Il panorama della scienza nutrizionale  in questi ultimi anni ha compiuto progressi enormi  prima intuendo, e di seguito comprendendo nella loro totalità, nuovi aspetti legati ai macronutrienti di cui ci serviamo per vivere. Le nuove conclusioni completano i vecchi concetti validi fino a poco tempo fa, ma contemporaneamente spesso sono costretti a discostarsene in maniera rilevante.
 
Una rivoluzione copernicana
Ma cosa è successo nel campo della nutrizione di così nuovo da far balzare l’alimentazione in cima alla lista delle cose che è indispensabile valutare per stare e sentirsi bene?
La grande novità è costituita dal fatto che per la prima volta un biochimico - Barry Sears -, si è occupato di nutrizione tralasciando i canoni calorici e andando molto oltre tale limitata valutazione.
La scoperta che ha stravolto molti concetti del passato è aver capito che fenomeni quali lingrassamento (che se oltrepassa determinati limiti diventa pericoloso per la nostra salute), l’invecchiamento precoce del nostro organismo, così come la comparsa di diverse patologie o sintomatologie anomale, sono causati da una risposta ormonale inadeguata ed un conseguente stato infiammatorio detto “silente” che crea squilibrio in tutto l’organismo.
L’infiammazione “silente” è come uno stato di “pre allarme” in cui si trova il corpo, che non dà particolari segnali né fa percepire dolore, ma che predispone l’organismo a qualcosa di dannoso.
Se utilizziamo gli alimenti in maniera inadeguata, la risposta dell’ormone insulina crea sia la formazione di massa grassa eccessiva sia l’ infiammazione.
 
 
Risposta insulinica e indice glicemico
Quali sono i cibi legati alla risposta insulinica?
Tutti i cibi ricchi di zucchero, perché avendo una struttura biochimica che permette loro di dissolversi nel sangue in maniera molto rapida, creano un innalzamento eccessivo della glicemia e quindi  una risposta insulinica sregolata da parte del pancreas.
Succede così che tutto lo zucchero in eccesso viene immagazzinato sotto forma di massa grassa e contemporaneamente si innesca il fenomeno dell’infiammazione. Ne consegue che l’ingrassamento non è più solo collegato alla quantità di calorie che noi assumiamo poiché è importante capire da quali cibi provengono le stesse calorie.
Il dimagrimento che si ottiene utilizzando questa strategia è un autentico rimodellamento del corpo poiché va a colpire la massa grassa eccedente non arrecando alcun tipo di danno alla massa magra e alla tonicità dei tessuti. È  inoltre un dimagrimento definitivo, dal momento che agisce sul vero meccanismo ormonale che porta alla formazione di massa grassa.
L’unico modo per perderne i benefici è costituito dal ritorno ad un abuso dei carboidrati, abbandonando l’utilizzo corretto che viene insegnato durante un “percorso” di apprendimento della Zona.
È inoltre interessante aver capito che molte patologie e lo stato di benessere sono collegati all’alimentazione in maniera molto più profonda di quanto si fosse creduto fino a pochi anni fa.
Mangiare in maniera ormonalmente bilanciata significa ottenere un equilibrio degli zuccheri nel sangue (equlibrio glicemico), potendo quindi ottimizzare le proprie energie sia fisiche che mentali garantendoci un senso di benessere generale.
 
Come si attua la strategia nutrizionale Zona?
Da quanto appena detto, si deduce che la cosa fondamentale è costituita dal controllo dell’Insulina che è legata all’assunzione di carboidrati.
Il primo passo è quello di utilizzare il più  possibile carboidrati a basso indice glicemico.
 
Cos’è l’indice glicemico?
È la velocità con cui lo zucchero che compone il carboidrato si dissolve nel sangue.
Un concetto ancora più preciso e importante è rappresentato dal carico glicemico che mette in relazione l’indice glicemico con la quantità di carboidrati mediamente utilizzati.
Per esempio: la carota ha un indice glicemico alto. È anche vero che di quel vegetale normalmente non ne vengono mangiate delle quantità enormi, quindi la carota può essere utilizzata  anche se sarà prudente trattarla “con cautela” .
L’anguria – al contrario-, pur avendo un indice glicemico basso, è sfavorevole poiché è un frutto del quale se ne possono mangiare enormi quantità senza alcuna difficoltà.
 
 
Una dieta per tutti
Da questa nuova comprensione della nutrizione, si capisce perché alimentarsi in maniera corretta è una necessità e deve essere una priorità per tutti, indipendentemente dall’apparenza estetica delle persone. Molto spesso si incontrano persone estremamente magre che in realtà celano degli stati di infiammazione nel loro corpo che li porta ad una qualità di vita bassissima per la presenza di molti sintomi che non riescono a collegare a nessuna causa evidente.
Tutti questi concetti sono sicuramente una rivoluzione copernicana nell’ambito dell’alimentazione.
Tradurre queste nuove linee guida nella pratica nutrizionale, richiede il supporto di una mano esperta che  aiuti ad individuare gli alimenti più consoni ad ognuno di noi  permettendoci di fare della Zona la nostra strategia nutrizionale definitiva che possa garantire benessere, bellezza e anche uno stato d’animo sereno e positivo grazie all’equilibrio ormonale che il nostro corpo sarà in grado di raggiungere.

La regola base della Zona
La regola base della Zona richiede che ad ogni pasto vengano necessariamente abbinati i 3 macronutrienti: carboidrati, proteine e grassi nella percentuale di 40/30/30, che significa che per ogni pasto la percentuale calorica deve essere sempre rappresentata per il 40% dai carboidrati, il 30% dalle proteine e l’altro 30% dai grassi.
 
Per proteine intendiamo tutto ciò che deriva dagli animali (le favorite sono comunque carne bianca, pesce, formaggi magri, albumi d’uovo e in alcuni casi la soia). Esse agiscono sull’attività dell’ormone Glucagone che ha il compito di “mobilitare” le riserve di glicogeno presenti nel nostro corpo, garantendo un livello adeguato di zuccheri nel sangue.
 
Nella categoria dei carboidrati facciamo una netta distinizione tra quelli “favorevoli” e quelli “sfavorevoli”. Carboidrati favorevoli: tutta la verdura (eccetto patate, carote cotte, piselli e i legumi) e quasi tutta la frutta (eccetto mango, papaia, mandarini, banane,uva, melone e anguria).
Carboidrati sfavorevoli: pane, pasta, pizza, riso, cereali in genere, dolci etc
Ricordiamo ancora una volta che agiscono sull’Insulina.
 
Con grassi intendiamo i grassi monoinsaturi vegetali (olio di oliva, olive, mandorle, nocciole e pinoli). I grassi sono importantissimi perché influenzano indirettamente (inibendoli), una famiglia di ormoni che nel cervello stimola l’appetito (gli endocannabinoidi).
 
Un altro requisito della strategia nutrizionale Zona è l’uso dell’omega 3 RX (olio di pesce ad altissima purificazione) perché possa garantire un rapporto equilibrato nell’ambito di un gruppo di ormoni chiamati Eicosanoidi che regolano e “sorvegliano” tutti i processi fisiologici che stanno alla base del nostro benessere , dell’infiammazione e anche (perché no?) della bellezza.
Tali ormoni possono avere attività pro infiammatoria (Eicosanoidi “cattivi”), o attività anti infiammatoria (detti Eicosanoidi “buoni”). Un corretto apporto di grassi alimentari insieme all’integrazione dell’Omega 3, garantisce l’equilibrio tra queste due famiglie di Eicosanoidi.
  box Questione di BLOCCHI
Un’altra novità di questa strategia alimentare è data dalla nuova “unità” di misura che si utilizza per tradurre in quantità (grammi), la proporzione del 40/30/30.
Parliamo di “blocco”. Il blocco è costituito dall’insieme dei 3 macronutrienti carboidrati, proteine e grassi, che vengono chiamati “mini blocchi”.
Un blocco sarà quindi l’insieme dei 3 mini blocchi.
Il nutrizionista - in base ad alcuni parametri quali massa magra, attività sportiva etc - stabilisce un numero di blocchi adatto ad ogni soggetto. I blocchi vengono distribuiti nell’arco della giornata, avendo cura di non far mai trascorrere troppe ore tra un pasto e l’altro.
Strada facendo il compito del nutrizionista è quello di personalizzare sempre di più il protocollo della persona che “entra in Zona”, al fine di ottenere il massimo dei risultati. È fondamentale che il soggetto non percepisca mai il senso di fame, la carenza dei carboidrati sfavorevoli che saranno stati sostituiti con quelli favorevoli e che la persona si senta piena di energia con grande lucidità mentale.
 
 
 
Daniela Morandi è  Nutrizionista e Naturopata.
Specializzata nell’applicazione della dieta Zona negli Stati Uniti, presso lo Zone Inflammation Institute del Dr Barry Sears. Collabora personalmente con il dr. Sears, che è stato suo co autore nel libro “Il bello della Zona” (Sperling&Kupfer, 2007). Ha collaborato alla stesura di una parte del nuovo libro del dr Sears “Magri per Sempre” (Sperling&Kupfer, 2009). Dal 2004 è l’unica responsabile esterna del primo Studio Osservazionale in una struttura pubblica in Italia (Ospedale di Sondrio), nell’applicazione della strategia nutrizionale Zona su pazienti diabetici e cardiopatici. www.danielamorandi.it
(testo raccolto da Ilaria Sicchirollo)
 

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