Vegetariani: to be or not to be?
|
Non è una scelta “di comodo” e certamente non una scelta “di gusto”. Perché allora si decide di diventare vegetariani? Un libro ci spiega perché fa bene alla salute e al pianeta. (di Cristiana Santilli)
I vegetariani in Italia sono circa 5 milioni (dato Eurispes 2011). E sono in continuo aumento. Una scelta che - spiegano gli esperti - non deve essere necessariamente radicale. È possibile mangiare più sano semplicemente riducendo la carne e non eliminando il pesce. Nel libro Verso la scelta vegetariana gli stessi autori su questo punto divergono: vegetariano puro il prof. Umberto Veronesi, riferimento internazionale nella lotta contro il cancro e vegetariano ma con qualche deroga (come il pesce) il giornalista medico-scientifico del Corriere della Sera Mario Pappagallo. A lui abbiamo chiesto di spiegarci i motivi per cui è importante orientare il proprio stile di vita verso questa scelta.
Carne e salute
“Da uno studio recente - spiega Mario Pappagallo - si è visto che mettendo a confronto soggetti che seguono una dieta per così dire da “fast-food”, ricca di salse e nutrienti vari, e altri che seguono quella mediterranea (non necessariamente vegetariana) i primi a 40 anni avranno perso tutto il loro potere di difesa cellulare, mentre gli altri avranno ancora il 40% delle loro difese. Già da questo possiamo facilmente comprendere l’incidenza dell’alimentazione sul nostro organismo. Ma non solo. Studi fatti sulle popolazioni del passato da parte di istituti di ricerca sul cancro di livello internazionale, hanno individuato fattori di rischio in certi generi alimentari: il grasso animale (contenuto nella carne bovina o suina) sarebbe legato allo sviluppo del tumore al seno se associato agli altri fattori di rischio come obesità e sedentarietà. La carne rossa cotta alla brace e consumata abitualmente inciderebbe sui tumori gastrocolorettali per il 70% . Ancora: è ormai risaputo che il metodo di conservazione dei salumi (ad eccezione del prosciutto) è cancerogeno, perché il salnitro, cioè i sali e i nitrati che vengono usati e si sviluppano nel tempo come conservanti, influisce sul tumore allo stomaco.”
Che livello di certezza c’è in questi studi?
“Questi dati sono noti ormai da diverso tempo e riscontrati da vari istituti internazionali, americani ed europei, di ricerca sul cancro. Vengono contestati dal business che c’è dietro il mercato della carne. Potremmo paragonarlo al discorso portato avanti dai produttori di sigarette prima che fosse emanata la legge antifumo e che fossero stampate le scritte “il fumo uccide” sui pacchetti di sigarette; siamo in quella fase.”
Torniamo al rapporto cibo e salute. Ci può spiegare meglio come la dieta influisce sullo sviluppo di malattie?
“Possiamo dividere la dieta in due tipi a seconda di ciò che mangiamo. Ci sono nutrienti contenuti in alcuni cibi, che “intossicano”, infiammano le cellule dell’organismo e prendono il nome di proinfiammatori. Questi sono contrastati da quelli contenuti in altri cibi che sono invece gli antiossidanti, gli antiffiamatori. Se nella dieta prevale la parte proinfiammatoria, cioè quella che crea l’infiammazione, c’è un più rapido invecchiamento cellulare e, conseguentemente, un più celere danneggiamento della cellula. Seguendo invece una dieta ricca di elementi difensivi si mantiene la cellula giovane nelle sue varie duplicazioni. Dunque l’alimentazione svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione delle malattie degenerative: mangiando sano e bene difendiamo l’organismo dall’invecchiamento cellulare e quindi dai tumori. Per questo diciamo che il tumore si previene anche a tavola. E non solo i tumori, ma anche il diabete di tipo 2, le malattie cardiovascolari e secondo studi ancora in corso, probabilmente anche dalle malattie neurodegenerative quali l’alzheimer o la demenza senile. C’è un interesse diffuso tra i laboratori di ricerca sul diabete, sui tumori e molte altre malattie, per capire in che maniera il cibo riesca a procrastinare o a proteggere l’organismo. La sintesi di tutto questo discorso è che la miglior dieta è quella vegetariana. Senza eccessi di alcun tipo e abbinata a una corretta attività fisica positiva, da praticare mezz’ora al giorno senza stress. La dieta vegetariana è positiva per un motivo molto semplice: allontana l’invecchiamento cellulare”.
Vegetarianesimo come scelta di salute, quindi?
“È un vero stile di vita, una cultura del mangiare che regolarizza non solo il peso, ma soprattutto quel famoso grasso interno che oggi dicono sia il più pericoloso. In questo modo ci si abitua a mangiare correttamente senza ricorrere a diete drastiche o dissociate che poi spesso si rivelano del tutto scorrette. Un regime alimentare sano stabilizza il peso nel giusto, rispetto alla persona. Il professor Veronesi nel libro sottolinea quanto sia importante conoscere se stessi e ciò che sia meglio per ogni singola persona; perciò è necessario che l’alimentazione sia personalizzata da individuo a individuo. Oggi abbiamo una popolazione sempre più longeva grazie ai progressi della medicina; è vero anche però che aumentano gli anziani che necessitano di un aiuto serio perché colpiti dalle patologie tipiche dell’invecchiamento. Con la cultura alimentare giusta, si può arrivare ad avere una vita più lunga in buona salute, e soprattutto non come costo per la società, ma come suo arricchimento.”
E chi non sa proprio rinunciare alla bistecca ogni tanto?
“Se una persona non può far a meno di mangiare la carne - ed è proprio per questo che il titolo del libro è “ Verso la scelta vegetariana”- allora la mangi pure, ma non tutti i giorni; cominci a ridurne il consumo fino magari a mangiarla una sola volta alla settimana. Non dobbiamo essere necessariamente vegetariani, ma aspirare a diventarlo. Dobbiamo tornare a mangiare come i nostri nonni. La dieta mediterranea è ricca di elementi, di nutrienti, di proteine animali positive come le uova, il latte, il formaggio, perché non sfruttarle? Uno spicchio di parmigiano ci da una quantità di proteine positive più che sufficiente.”
Come la mettiamo con il pesce le cui proprietà benefiche sono ormai note a tutti?
“Col pesce dobbiamo fare un discorso diverso. Ci sono dimostrazioni scientifiche della validità di questo alimento sull’apparato cardiovascolare perché ricco di Omega3. Il pesce è un vero e proprio riequilibratore del colesterolo buono e cattivo: ne basterebbero 400 grammi a settimana per iniziare a vedere i primi effetti benefici. Non se ne può dunque negare l’importanza. In ogni caso come suoi sostituti possiamo assumere degli integratori a base di olio di pesce o di olio di fegato di merluzzo, ricchi di vitamina D che svolge un ruolo importante nella difesa cellulare, ed è l’unica a non essere idrosolubile ma liposolubile (entra cioè a carico dei grassi). Stesso discorso vale anche per i bambini: il professor Veronesi sostiene che non sia sconsigliato eliminare il pesce dalla loro dieta proprio perché in natura abbiamo comunque delle proteine vegetali sufficienti per la loro crescita.”
Cinque buoni motivi per diventare vegetariani
- Prevenzione. Gli squilibri metabolici derivano dalla cattiva alimentazione. Diventare vegetariani porta a non dover affrontare o comunque allontanare il più possibile tutte quelle che sono le malattie degenerative dell’età. Tutte. Non solo i tumori. Nel libro si parla di “malattie della civiltà”, quindi diabete, obesità, malattie cardiovascolari, tumori, considerate i motivi della pandemia. Diventare vegetariani ci aiuta a proteggerci da queste patologie.
- Pianeta. Riequilibrare l’alimentazione nel verso giusto
riequilibra e rallenta i processi che sono già in atto e che stanno minacciando
l’ecosistema. (Un esempio? Per produrre 1 kg di carne, quella
che finisce sulle nostre tavole, si consumano nel corso della vita dell’animale
15.000 litri
d’acqua tra foraggio, alimentazione, pulizia delle stalle).
- Amore per gli animali. È
ridicolo sostenere di amare gli animali, che siano un cane, un gatto o
un cavallo, e poi consumare carne senza problemi. Il vegetarianesimo nasce
anche da una questione filosofica vera, di riflessione. Non è ammissibile che i
bambini di oggi crescano con la convinzione che le cotolette di pollo nascano
nei frigoriferi del supermercato. Forse sarebbe il caso di fargli vedere come
vengono allevati i polli. C’è un meccanismo fatto in modo tale da disumanizzare
la carne al fine di trasformarla in cibo anonimo. Bisogna combattere tutto
questo.
- Obesità infantile.Corretta alimentazione vuol dire anche
giusta quantità, e una giusta quantità allontana l’insorgere degli squilibri
del sovrappeso. I bambini italiani sono tra i più tendenti all’obesità, e
questo deriva da una cattiva alimentazione, perché quella corretta non fa
aumentare di peso.
- Energia.Non mangiare carne porta automaticamente ad un
consumo maggiore di pasta, pane, riso. Scegliamo quelli integrali, che oltre a
non farci ingrassare liberano l’energia lentamente lungo l’arco della giornata
e non invecchiano il pancreas. Un piatto di riso integrale, o di spaghetti di
kamut, il grano primitivo, il farro, le fibre, il pane di segale, danno energia
a lento rilascio, garantendoci la quantità di cui abbiamo bisogno per lunghe
ore senza patire la fame.










I Commenti arrivati
Titolo
| Autore
| Data