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Più poveri, più grassi

Sembra incredibile, ma la povertà fa ingrassare. Secondo i dati forniti dall’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (ADI) in occasione dell’Obesity day, celebrato il 10 ottobre in tutta Italia, la contrazione delle risorse economiche disponibili per i generi alimentari si associa nel nostro Paese all’aumento delle persone sovrappeso. “Calano i consumi di frutta, verdura e olio d’oliva” dice Giuseppe Fatati, presidente dell’ADI e responsabile dell’Unità di Diabetologia, dietologia e nutrizione clinica dell’Azienda ospedaliera S. Maria di Terni. “E, in nome del risparmio, si abbassa la qualità, cosa che si traduce in un aumento del consumo di alimenti preconfezionati, spesso più ricchi di grassi e zuccheri”. Nell’ultimo rapporto Istat sui consumi degli italiani, la percentuale delle famiglie che dichiara di aver limitato l’acquisto o scelto prodotti di qualità inferiore va dal 30% al Nord al 59% al Sud. E il peso ne risente: in Italia 18 uomini su cento e 22 donne su cento sono obesi (dati dell’Istituto superiore di sanità), e aumentano gli interventi chirurgici per il controllo dell’obesità (si è passati dai 3.000 del 2003 ai 5.000 del 2005). Eppure conciliare portafoglio e bilancia non è impossibile: basta evitare gli sprechi e limitare il più possibile i piatti pronti, prediligendo prodotti fatti in casa. (Fonte: Giornale del Medico on-line).