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La dieta del vivere bene

La dieta del vivere bene
 
Per mangiare correttamente senza spendere follie, e al contempo proteggere il mondo dai gas nocivi e dagli sprechi energetici, basta seguire alcune semplici regole “green” descritte nella “Livewell Diet”, la dieta del vivere bene. (di Simona Recanatini)
  
 




Mangiare sano rispettando i ritmi della natura, facendo del bene al pianeta ma anche al proprio portafoglio. Un’utopia? Tutt’altro. Di recente, alcuni ricercatori britannici, in collaborazione con il WWF, hanno ideato una sorta di dieta ecosostenibile, ribattezzata “Livewell Diet”, ovvero la dieta del vivere bene. Di cosa si tratta? In sostanza, per mangiare correttamente e difendere il mondo dai gas nocivi e dal dispendio energetico, responsabili dei cambiamenti climatici, basterebbe seguire alcune semplici regole “green” che non peserebbero nemmeno sul portafoglio. I ricercatori del Rowett Institute of Nutrition and Health della Aberdeen University sostengono infatti che bastano meno di 150 euro al mese a persona per mangiare sano facendo al contempo del bene al pianeta Terra: pensate che, ad esempio, se ogni cittadino britannico seguisse interamente il menu suggerito dal WWF, le emissioni colpevoli dell’effetto serra del Regno Unito potrebbero ridursi della metà. Infatti, forse non tutti hanno coscienza del fatto che un quinto di tutti i gas serra prodotti al mondo provengono dall'agricoltura: un hamburger mangiato a Londra, a Roma o a New York ha dunque un potenziale distruttivo sulla foresta amazzonica. Ci avevate mai riflettuto?
 
Eco e green
La dieta ecosostenibile si basa sulla scelta di prodotti naturali. Inoltre, suggerisce una riduzione drastica del consumo di carne e l’utilizzo di prodotti pronti all’uso, ovvero di quello che costituisce un pericolo per l’ambiente: secondo gli scienziati del Rowett Institute se tutti gli abitanti della Terra mangiassero come noi europei servirebbero due pianeti per nutrirci tutti entro il 2050. Il 35% della dieta è composta da frutta e verdura, 29% da cereali, 8% da carne, pesce e uova. Un esempio? Il lunedì, per la prima colazione, vengono suggeriti cereali ricchi di fibre con latte parzialmente scremato, pane integrale e marmellata; a pranzo, invece, minestra di lenticchie e un sandwich di scampi e maionese su pane nero; per concludere, a cena curry di pollo e riso con una fetta di pita. Nella dieta ecosostenibile lo piatto non viene mai proposto due volte nell'arco di sette giorni e viene privilegiata la semplicità in cucina e la scelta di cibi naturali e, soprattutto, di stagione, coltivati e prodotti a chilometri zero (possibilmente).
 
Consigli efficaci
Per saperne di più sulla dieta ecosostenibile e soprattutto su come è possibile declinare i consigli dei ricercatori inglesi e del WWF per chi segue uno stile alimentare mediterraneo, abbiamo intervistato la dottoressa Eva Alessi, Responsabile Sostenibilità del WWF Italia.

Qual è lo scopo della "livewell diet", lanciata di recente da WWF in Inghilterra? Quali i suoi principi base?
Ogni giorno enormi quantità di cibo sono prodotte, trasformate, distribuite e consumate. Queste attività provocano impatti diretti sulla salute umana e sull’ambiente. Il sistema agro-alimentare moderno si basa sulla presunzione di una illimitata disponibilità di carburanti fossili a basso costo ed è ecologicamente insostenibile. Con l’aumento della popolazione mondiale, arrivata a 6,9 miliardi di persone già in questi primi mesi del 2011, aumenta anche la pressione sull’ambiente. Uno dei problemi ambientali più gravi e urgenti è il cambiamento climatico globale, legato all’aumento delle concentrazioni atmosferiche di gas a effetto serra. Il legame osservato tra l’aumento delle concentrazioni atmosferiche di CO2 e altri gas a effetto serra e l'aumento medio globale delle temperature e di altri fenomeni climatici è stato imputato in maniera significativa, dalla comunità scientifica internazionale, prevalentemente alle attività umane.

Come si deve agire?
Al fine di ridurre le emissioni di gas serra è necessario agire su vari aspetti della nostra vita. Molti cambiamenti possono realisticamente avvenire solo a seguito di modifiche a livello politico (ad esempio, il potenziamento del trasporto pubblico con mezzi più efficienti, la promozione delle fonti energetiche rinnovabili, il sostegno economico alle politiche di miglioramento dell’efficienza degli edifici, ecc.), tuttavia, il consumo di energia (e di conseguenza le emissioni di gas serra) sono fortemente influenzate dai comportamenti individuali nella vita quotidiana. Un importante settore, che ricade nelle scelte personali - spesso piuttosto trascurato ma con notevoli conseguenze sulla quantità di  emissioni di gas serra e, dunque, sui cambiamenti globali in atto - è l’alimentazione. Paradossalmente, proprio l’industria agroalimentare è quella più esposta ai rischi dei cambiamenti climatici sia attraverso l’alterazione dei cicli climatici, sia attraverso il degrado ambientale, la siccità, la salinizzazione, l’erosione dei suoli, le infestazioni e le patologie fungine e virali, fino alla desertificazione. Ma non solo gas serra, l’alimentazione ha impatti ingenti anche sulla biodiversità e sulle risorse idriche del Pianta.

Ci può fare qualche esempio?
Ad oggi percentuali elevatissime dei terreni agricoli sono utilizzata per colture destinate all’allevamento del bestiame in risposta ad un forte aumento del consumo di carne consumo (la persona media nel Regno Unito, ora mangia 79 kg di carne l'anno mentre in Italia il valore tende ad essere anche più elevato). In Europa in genere e nei paesi ricchi si tende a mangiare troppi alimenti che possiedono impatto sulla  la nostra salute e su quella dell'ambiente. Gli elevati quantitativi di carne, latticini e prodotti alimentari trasformati sono un fenomeno recente (i nostri nonni non mangiavano certamente così) e ha  determinato nello stesso tempo come una crescita delle malattie occidentali, quali l'obesità, il diabete di tipo 2 e malattie cardiache. Quindi mentre dilaga la piaga dell’obesità per oltre 1 miliardo di persone nei paesi ricchi un analogo numero di persone soffre la fame o la malnutrizione. Mangiare può diventare un gesto ecologico.

Sulla scia di questa Dieta ecosostenibile, quali consigli alimentari (e non solo) si possono dare ai consumatori italiani per mettere d'accordo salute e salvaguardia ambientale?
Ecco alcuni consigli di massima. Il decalogo è presente anche sul sito del WWF http://www.improntawwf.it/:
1. Mangiare molti più vegetali : frutta, verdura e cereali. Soprattutto locale e di stagione, possibilmente sfusi.
2. Mangiare meno carne - ogni tipo di carne, sia carne rossa sia carne bianca.
3. Limitare i cibi molto elaborati (snack, merendine, barrette di cereali, prodotti light) che hanno consumi molto elevati di energia nelle fasi di produzione. Nella categoria dei cibi elaborati, rientrano anche quelli precotti e i piatti pronti surgelati che, secondo la Coldiretti, hanno fatto registrare tra tutti gli alimentari il record di aumento delle quantità acquistate con una crescita del 10% nel 2008. Il maggior aumento si è verificato per i salumi già affettati (18%), i primi piatti pronti (16%), i sughi pronti (14%) e le verdure in sacchetto.
4. Ridurre gli sprechi: se lo si è acquistato, meglio mangiarlo. Secondo Coldiretti, circa il 10% dei soldi spesi dagli italiani per l’acquisto di prodotti alimentari finisce nella spazzatura con una tendenza all’aumento dovuta ai cambiamenti degli stili di vita con minor tempo dedicato alla preparazione e alla conservazione dei cibi e anche al recupero degli avanzi a tavola. Il valore del cibo che finisce tra i rifiuti è di 560 euro l'anno per famiglia. Non solo quindi un grosso spreco di denaro, anche un elevato impatto ambientale.
5. Acquistare pesce MSC – garantisce che il pesce che si mangia provenga da attività ben gestite.
6. Porre attenzione all’olio di palma determina problematiche per la salute e per l’ambiente: scegliete solo prodotti in cui l’olio di palma provenga da fonti sostenibili.
Noi del WWF stiamo comunque definendo una vera e propria dieta settimanale amica dell’ambiente (con grande attenzione anche alla nostra salute) volendo al momento  dare delle raccomandazioni  in generale si può dire che l’adozione della Dieta Mediterranea permetterebbe di salvaguardare non solo la salute umana ma anche l’ambiente, in virtù:
dei minori consumi energetici,
del minore impatto potenziale sul riscaldamento globale
del miglioramento della qualità dell’ambiente stesso per le minori emissioni in aria, acqua, suolo, etc.
La dieta Mediterranea avrebbe dunque la capacità di promuovere un più favorevole impatto sulla salute umana e sull’ambiente.

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